Elettrodomestici rigenerati Milano: ecco la prima fabbrica italiana - Non sprecare
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Elettrodomestici ricondizionati, si pagano la metà. Negozi presenti in tutta Italia e anche sul web

Un mercato che riduce l’inquinamento e lo spreco di apparecchi gettati ancora in buone condizioni. Come funziona la rigenerazione e come si evitano truffe al momento dell’acquisto

ELETTRODOMESTICI RIGENERATI MILANO

C’è innanzitutto la leva del risparmio, tra il 30 e il 60 per cento. Ma anche la possibilità di fare nascere, con innovative mini-catene produttive, un’industria tipica dell’economia circolare. Si spiega così il fenomeno della produzione e delle vendite di elettrodomestici ricondizionati, in crescita con valori a due cifre mentre la società di consulenza Deloitte parla di un mercato da 17 miliardi di euro all’anno.

D’altra parte non sfugge quanto stia aumentando l’offerta, sia attraverso siti specifici sia in negozi fisici, di smartphone, tablet, pc, e perfino elettrodomestici, ricondizionati. E per questo pagati dal cliente anche più della metà in meno rispetto allo stesso prodotto nuovo. Con a gratificante aggiunta di avere dato un piccolo contributo a un mondo meno inquinato. Ma come funziona l’industria dell’economia circolare legata al ricondizionamento degli apparecchi elettrici ed elettronici? E dove si trovano le migliori offerte, evitando truffe?

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ELETTRODOMESTICI RIGENERATI

Partiamo da un dato: il 44 per cento degli apparecchi elettrici ed elettronici che hanno un banale problema, ovvero un pezzo da sostituire o da sistemare, e sono quindi riparabili, finiscono nella spazzatura. Uno spreco enorme, di soldi e di oggetti che poi contribuiscono all’inquinamento: il 79 per cento dei rifiuti elettronici, infatti, provengono dall’uso domestico.

D’altra parte conosciamo tutti la famosa frase di rito che ci viene detta dal commerciante o dal tecnico chiamato a casa (con un costo, solo per la chiamata, di 50-80 euro) quando proviamo a chiedere la sostituzione di un solo pezzo del nostro apparecchio: «Le conviene comprarlo nuovo».  È così per una scheda che consente il funzionamento della lavatrice e della lavastoviglie, ed è così anche per un semplice cellulare. Per esempio: per sostituire lo schermo di un telefonino o di uno smartphone con tre anni di vita servono 115 euro. Per acquistare l’apparecchio nuovo, magari aggiornando il modello presente sul mercato, si pagano 151 euro. Il consumatore a quel punto è indotto al nuovo acquisto.

ELETTRODOMESTICO RIGENERATO

L’assistenza, la riparazione, la manutenzione, sono tutte parole che abbiamo cancellato dal nostro vocabolario. L’importante è aumentare i fatturati delle aziende, i volumi dei ricavi, inducendo alla moltiplicazione degli acquisti, anche quando non sono necessari. E pazienza se poi questo significa un danno economico per i consumatori: per i costi che devono affrontare e per la comunità, visto che poi gli apparecchi sostituiti si traducono in nuovi rifiuti. In Italia produciamo circa 20 chilogrammi di spazzatura pro capite all’anno e, in media, ogni famiglia ha in casa 8 elettrodomestici che non utilizza.

Nel Duemila in Italia si contavano oltre 6mila negozi e centri specializzati nelle riparazioni degli elettrodomestici, adesso siamo scesi a 4.500. Se ne chiudono 150 l’anno. Uno schiaffo per il consumatore che preferirebbe (77 per cento dei casi) riparare il suo elettrodomestico prima di comprane uno nuovo e vorrebbe (90 per cento dei casi) un’etichetta che dicesse in modo chiaro quanto dura ciascun apparecchio. Anche perché, mentre la tecnologia e le funzionalità sono molto aumentate, in questi anni la vita media di apparecchi elettrici ed elettronici è diminuita. Come mai?  Serve a indurre, anche con l’imbroglio dell’obsolescenza programmata, a nuovi consumi, drogati, e la tecnologia che accorcia la vita di questi oggetti è parallela alla chiusura dei centri di assistenza e, con lo stesso obiettivo di rendere impossibili le riparazioni.

PER APPROFONDIRE: Tutto si aggiusta, anche gli italiani scoprono i vantaggi del riparare

RIGENERAZIONE ELETTRODOMESTICI

In questo scenario abbiamo, per fortuna, alcune eccezioni che rendono bene l’idea di quante potenzialità ci sono sviluppando l’industria e le attività delle riparazioni e delle rigenerazioni. A Milano è nata perfino una fabbrica che si occupa di questo tipo di attività, a Torino sono in funzione già 2 negozi intitolati Rigeneration, ed a Camerata Picena, nelle Marche, il primo outlet per la vendita di elettrodomestici usati e riparati.  

A Milano, a due passi dall’università del Politecnico, vi è anche una fabbrica in cui 25 ricercatori, finanziati dal Cnr e da aziende come la Candy e la Magneti Marelli, ricostruiscono in modo automatico (demanufacturing) i vecchi elettrodomestici altrimenti destinati a diventare rifiuti.

COME AVVIENE LA RIPARAZIONE AUTOMATICA DEGLI ELETTRODOMESTICI

Il meccanismo è molto semplice: la scheda dell’apparecchio passa su una piastra riscaldata e un braccio robotizzato la rigenera. Se l’elettrodomestico non è riparabile, viene smontato e frazionato in tutti i suoi elementi di base così recuperati: rame, plastiche e perfino oro. Se invece è riutilizzabile, viene rigenerato e pronto ad essere venduto come nuovo. I vantaggi per le aziende sono enormi. Da un lato non producono rifiuti (e dunque costi), ma semmai riciclano materie prime preziose che poi utilizzano per la loro attività. Dall’altro versante hanno nuovi prodotti a costi molto bassi. Per non parlare, infine, del ritorno di immagine, in termini di marketing, di aziende che possono vantare l’etichetta di autentica sostenibilità.

PER SAPERNE DI PIÙ: Elettrodomestici usati, i negozi di Torino dove si rigenerano. E vengono venduti al 50 per cento

VANTAGGI RIGENERAZIONE ELETTRODOMESTICI

Finalmente anche in Italia arriva così questa nuova economia, già utilizzata da grandi multinazionali in tutto il mondo, come Ford, Toshiba, Panasonic ed Apple: a conti fatti un’azienda, attraverso la rigenerazione, risparmia circa l’85 per cento dei costi di produzione. «Un tempo gli elettrodomestici venivano realizzati innanzitutto per durare, oggi non è più così» spiega Tullio Tolio, responsabile del laboratorio milanese «Ma l’approccio sta cambiando, e un elettrodomestico usato può tornare ad essere nuovo. E il consumatore potrà comprare un nuovo frigorifero, semplicemente lasciando al produttore quello vecchio che poi verrà rigenerato. È il modello di una nuova economia circolare…». Ovviamente, toccherà al consumatore stare attento per evitare truffe. Come? Innanzitutto attraverso due fattori. Il primo: ricercare sempre venditori affidabili. Secondo fattore: l’esistenza comunque di una garanzia, valida almeno un anno.

RIGENERAZIONE ELETTRODOMESTICI ED ECONOMIA CIRCOLARE

Un’economia circolare, ispirata alla filosofia del Non sprecare. Un’economia gradita ai consumatori che intanto stanno modificando i loro stili di vita. Nel 2008 soltanto il 60 per cento dei consumatori pensava di riparare un elettrodomestico, adesso questa percentuale, per effetto della Grande Crisi, e di una maggiore consapevolezza, è salita all’85 per cento.

COME USARE CORRETTAMENTE PICCOLI E GRANDI ELETTROMESTICI:

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