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Rete commissioni mensa, quando i genitori scendono in campo per la salute dei propri figli

Attiva in molte città italiane ha permesso di legare tra loro esperienze diverse dalle quali è nato un Decalogo che è stato presentato in questi giorni alla ministra della Salute Lorenzin. Tra le richieste c'è l'introduzione di più alimenti biologici, una filiera più corta e la diminuzione della carne rossa.

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RETE COMMISSIONI MENSA –

Un recente report sui controlli compiuti dai Nas (nuclei antisofisticazioni e sanità dei Carabinieri) nelle mense scolastiche italiane ha rivelato che una struttura su quattro è irregolare. Cosa fare per arginare il problema? Migliaia di genitori in giro per la Penisola si sono già mobilitati e in pochi anni, soprattutto grazie ai social network, hanno dato vita a una piattaforma, la Rete commissione mensa, per condividere il lavoro di supervisione che svolgono giornalmente all’interno delle mense scolastiche dei propri figli. Lo scopo è farsi sentinelle all’interno delle strutture per segnalare le criticità di un sistema che non sembra funzionare al meglio, anzi. I risultati emersi nelle varie scuole sono stati raccolti in un Decalogo che la Rete commissione mensa ha presentato in questi giorni alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, nella speranza di migliorare la situazione.

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COMMISSIONE MENSA SCOLASTICA –

I commissari mensa sono dei genitori che decidono di assumere un incarico volontario nella scuola dei propri figli, dall’asilo nido fino alle medie, per controllare che siano rispettati i contratti di fornitura, che il cibo rispetti certi criteri di qualità e che vengano osservate le norme igienico-sanitarie. Per entrare a far parte della rete è necessario che il commissario sia il genitore di un bambino frequentante dell’istituto. L’obiettivo, oltre controllare il buon funzionamento della mensa, è quello di osservare e misurare il grado di soddisfazione dei bambini. Sono oltre due milioni e mezzo i ragazzi, sotto i 14 anni, che mangiano in queste strutture per un totale di circa duemila pasti a testa durante l’intero percorso della scuola obbligatoria. Per questa ragione è fondamentale che il servizio risponda alle loro esigenze sia dal punto di vista nutrizionale che educativo. I membri della rete non sono altro che genitori che hanno cominciato a chiedersi cosa effettivamente mangiassero i propri figli e hanno deciso di dare una mano sul campo andando a vedere come funziona il sistema. Da qualche mese le commissioni mensa più organizzate e attive, come Genova, Milano, Bologna e Napoli, hanno deciso di unirsi, confrontando le proprie indagini. Oltre al Decalogo, la Rete ha stilato una classifica nazionale delle mense, vinta da una scuola di Jesi. I criteri di valutazione sono stati: alimenti biologici, riduzione della carne rossa e filiera corta.

 DECALOGO GENITORI MENSE SCOLASTICHE –

DECALOGO GENITORI MENSE SCOLASTICHE –

Tra le molte richieste presenti nel documento le principali sono: cucine interne in ogni scuola, cibo biologico e la diminuzione della carne rossa dai menù, tariffe uniformi in tutta Italia e controlli incrociati tra commissioni mense, Nas (nuclei antisofisticazioni e sanità dei Carabinieri) e Asl. Secondo la Rete, le cucine interne, ad esempio, rispetto ai centri cottura garantiscono un risparmio economico, aumentando la qualità del cibo. La speranza è che certi consigli non rimangano inascoltati da parte delle Istituzioni, ne vale la salute e l’alimentazione dei nostri figli.

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