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Prodotti solari: sai cosa ti spalmi?

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Dal sito web Sai Cosa Ti Spalmi un articolo scritto da Peonia dal titolo Piccolo Vademecum sui Filtri Solari. Complimenti a Peonia che ha raccolto tutte le informazioni e complimenti al sito per l’ottimo lavoro.
Riportiamo l’articolo integralmente ed e’ assolutamente essenziale come approfondimento al nostro articolo Prodotti solari naturali: e vai con l’Abbronzatura!

I filtri solari si dividono in due categorie: filtri fisici e filtri chimici

I filtri chimici sono vietati dai vari disciplinari che si occupano di ecocompatibilita’, tra l’altro e’ dimostrato che fanno bioaccumulo provocando bei danni ambientali.
Nei solari eco-bio troveremo quindi solo filtri fisici. Essi sono ossido di zinco (inci name: Zinc Oxide) e biossido di titanio (inci name: Titanium Dioxide): possono essere micronizzati e rivestiti (anche con silicone: in questo caso non sono piu’ ecocompatibili; nell’inci possono apparire con la seguente dicitura e in ordine sparso: Titanium Dioxide, Zinc Oxide, e Trimethoxycaprylylsilane)

– Lo zinco ricoperto o meno va piu’ o meno sempre bene. Normalmente serve per gli UVA ma ne esiste un tipo da nanotecnologia che funziona abbastanza bene per gli UVB. Difficile capire quale stiano usando perche’ l’INCI e’ lo stesso. Pare che molti produttori lo abbiano tolto dalle formulazioni perche’ costa molto.

– Il biossido di titanio serve per gli UVB (quelli che fanno diventare la pelle rossa) ma alcuni studi fanno sospettare che possa creare radicali liberi. Tali radicali vengono liberati dal titanio biossido micronizzato, non quello normale e cioe’ in polvere meno fine; ma lo mettono tutti micronizzato perche’ altrimenti ci si spalma di un pastone bianchissimo. Serve quindi o che sia ricoperto o che sia anche lui da nanotecnologia con aggiunta di manganese (in questo caso si chiama optisol). Difficile capire quale stiano usando (titanio semplice o con manganese) perche’ l’INCI e’ lo stesso.

Il punto principale e’ comunque la salute del consumatore e che quindi prima di approvare una sostanza si verifica tutta la documentazione inerente, tuttavia e’ pur vero che col tempo sempre nuovi studi possono svilupparsi, ed e’ anche per questo che ogni 3 anni le linee guida ecolabel sui filtri solari saranno riviste. Il Titanio micronizzato rivestito d’alluminio e’ per esempio stato ammesso in una formulazione (dovrebbe apparire nell’inci nel seguente modo, in analogia dei filtri rivestiti con silicone: Titanium Dioxide, Alumina).
L’ultima del 2006 (ricerca di parte visto che e’ del produttore) e’ che l’introvabile TiO(2):Mn (l’optisol) stabilizzerebbe sia avobenzone che octyl methoxycinnamate. Uno passa da un 20 ad un 63% di fotostabilita’. L’altro da 24% a 83%. Resta sempre il problema della riconoscibilita’ dell’optisol, quindi un solare con avobenzone in copresenza di Titanium Dioxide non si sa se e’ stabilizzato grazie a quest’ultimo proprio perche’ non si sa se sia con manganese o no. Quindi un solare con avobenzone e’ meglio che abbia in compresenza octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb (vedi punto 1 sui filtri chimici non fotostabili)

Filtri chimici fotostabili:

1. Octocrylene : filtro UVB
2. Mexoryl:
– Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX – filtro UVA
– Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL – filtro UVB
3. Tinosorb:
– Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S filtro UVA e UVB
– Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M – filtro UVA e UVB
4. Diethylhexyl Butamido Triazone: filtro UVA
5. Ethylhexyl Triazone: filtro UVB
6. Octyl methoxycinnamate = ethylhexyl methoxycinnamate filtro UVB, messo da solo in formula ancora regge in fotostabilita’, ma se in co-presenza destabilizza l’avobenzone (vedi punto 1 dei filtri non fotostabili), il tutto si ristabilizza se sono presenti octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb.

Filtri chimici non fotostabili:

1. Butyl Methoxydibenzoylmethane e’ l’avobenzone filtro UVA e parte UVB, e’ un filtro non fotostabile, e’ stabilizzato se in formula ci sono octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb
2. Ethylhexyl Salycilate(potreste ancora trovare da qualche parte il fu octyl salicylate, vecchia denominazione, stessa sostanza): filtro UVB non fotostabile, si stabilizza in co-presenza con ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Filtri chimici “problematici”:

1. 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC) : Filtro UVB parziale UVA, risulta fotostabile ma e’ sotto osservazione dalla Commissione Scientifica Europea dei prodotti al consumo (SCCP) in quanto ci sono rischi di tossicita’ anche alla percentuale ora ammessa che e’ del 4%.
Come il 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC),anche i seguenti filtri sono sotto osservazione per possibile attivita’ estrogena (rimane sempre valido il consiglio di lavarsi bene quando si torna dalla spiaggia):
2. Octyldimethyl-PABA (OD-PABA)
3. Benzophenone-3(Bp-3)
4. Homosalate (HMS)
5. Octyl-Methoxycinnamate (OMC): pare che da solo non regga tanto bene in fotostabilita’ quindi e’ meglio trovarlo in co-presenza di ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Consigli spiccioli:

– Evitare i solari con oxybenzone=benzophenone-3 in quanto genera radicali liberi, si accumula per via sistemica, interferisce con l’attivita’ degli estrogeni;

– Evitare i solari che hanno filtri con attivita’ estrogena (vedi sopra);

– Lavare sempre accuratamente i solari dalla pelle, mai andare a dormire con il solare in faccia o sul corpo.

Il forum di Lola consiglia: meglio comprare solari eco-bio con filtri fisici, se presente il titanium dioxide cercare i solari piu’ ricchi in antiossidanti tipo vitamina C, gamma orizanolo, tea verde, estratto di carota, resveratrolo et similia che limitano eventuali danni; comprando solari con filtri chimici sceglierli solo tra quelli che comprendono nella formula Tinosorb S e M e Mexoryl XL e SX; se cercate buone protezioni chimiche le migliori… le trovate, incredibile ma vero, al supermercato, non in farmacia: i colossi della cosmetica della grande distribuzione fanno dei solari buoni e soprattutto sperimentati con test dermatologici su volontari, cosa che la maggior parte delle piccole aziende non fa e quindi dell’SPF scritto in etichetta non ci possiamo fidare piu’ di tanto.

(Saicosatispalmi.org)