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Plastica, rame, legno. I vasi da giardino fra tradizione e tecnologia

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Non solo contenitori per piante e fiori. Tornano in auge i bei vasi da esterni, complice la rilettura dei mobili outdoor, oggi come non mai, diventati parte integrante del nostro arredamento. Anche se, a dire il vero, la storia ci dice che l’ aspetto decorativo dei cache-pot per le piante ha radici lontane: «I primi riferimenti sono i trompe-l’ oeil sulle pareti della Casa del Frutteto a Pompei che raffigurano giardini arredati con vasi ornamentali. Ma anche nell’ antica Roma si coltivavano rosmarini, mirti e melograni in contenitori decorativi di terracotta» spiega l’ architetto paesaggista Marco Bay, autore di molti spazi verdi privati e pubblici. Ma a rilanciare con decisione quest’ elemento d’ arredo ci sta pensando il design con un lavoro che, oltre alle forme, punta sulla ricerca di materiali e finiture innovativi. Primo passo la reinterpretazione della plastica, grande antagonista della terracotta per praticità e leggerezza nelle grandi dimensioni. «Serralunga è stata la prima a scardinare il concetto dei "normali" vasi in plastica color cotto, trasformandoli in un oggetto di design con l’ uso del colore e delle forme maxi» sottolinea Filippo Pizzoni, architetto del verde e responsabile di Orticola d’ Esterni, esposizione e concorso per arredi nell’ ambito della mostra-mercato di fiori e piante che ogni anno si tiene a Milano. Lavorazioni a volte ardite rese possibili da tecnologie spinte (come lo stampaggio rotazionale che permette di produrre oggetti cavi dalle dimensioni impensabili) che hanno permesso di realizzare Big Bo, il vaso in plastica più grande del mondo presentato in concorso all’ ultima edizione di Orticola. Le ultime novità arrivano dal variegato mondo dei metalli: «Acciaio, zinco, alluminio, rame: il vantaggio? Possono essere modellati come si vuole in base alla geometria dello spazio. E in più permettono di sperimentare nuove finiture», spiega Bay. Dal ferro cor-ten, un tipo di ossidatura effetto ruggine che dà a un materiale nuovo il fascino di una patina «antica» (lo ha usato De Castelli per i suoi sgabelli con vaso Kata) al rame trattato verderame in grado di creare un’ integrazione perfetta con i colori della natura. Ma c’ è anche chi trasferisce tecnologie e finiture da altri mondi produttivi per trovare nuove soluzioni estetiche e funzionali: «Dall’ esperienza della lavorazione dell’ alluminio per il settore automobilistico arriva la possibilità di realizzare oggetti grandi e leggerissimi – spiega Luisa Bocchietto, art director di Borella Design e autrice del portavaso gigante Mago di Oz -. Con un’ unica stampata nascono forme curve altrimenti impensabili. E poi c’ è la verniciatura che riprende quella delle auto, colori cangianti e metallizzati ottenuti con speciali pigmenti inalterabili nel tempo e in grado di resistere agli agenti atmosferici». Ci sono invece contenitori per il verde che diventano «green» anche nel concetto. Come South Face, moduli da esterni da cui sembrano sbocciare i fiori; spiega Massimo Iosa Ghini che li ha ideati: «In eco-cemento, assorbono Co2 dall’ atmosfera, isolano termicamente l’ ambiente e ospitano dei portavasi: combinati tra loro diventano una parete-giardino». Per rivestire edifici poetici oppure usare sul terrazzo come divisorio creativo. Dal presente al passato, niente di più «eco» dei materiali della tradizione. Che oggi rivivono con la creatività dei designer: "Per l’ arredo del giardino di un trullo ho usato vasi in cotto su mio disegno realizzati da un’ antica fornace del 500: semplici ma contemporanei", racconta Bay. Ma c’ è anche chi, come Deroma con la serie Terra3, unisce passato e futuro: vasi in impasto di resina e terracotta, classici nell’ aspetto ma pratici e resistenti. E poi c’ è il legno, "più stabile di quanto si creda, basta pensare ai famosi vasi dell’ Orangerie di Versailles", spiega Pizzoni. Materiale che Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino hanno reso ironico con la piccola collezione di vasi Gogogogreen: forme semplici in legno di montagna da chiudere (a scelta) con un tappo che ospita un mini prato. Per portare anche in casa il senso vero della natura