Il Carnevale ha origini antichissime, e già babilonesi, egizi, greci e romani celebravano il cambio di stagione, in particolare la fine dell’inverno e l’inizio della fertilità primaverile. Ma già dalla nascita questa festa aveva dei precisi connotati sovversivi, e diventava un momento nel quale il mondo andava alla rovescia e si dava spazio alla follia degli uomini. Questo è stato ed è sempre restato il fascino del Carnevale.
Un esempio, del quale esistono abbondanti tracce storiche, sono i festeggiamenti romani del Carnevale, quando:
- gli schiavi potevano comportarsi da uomini liberi
- i padroni servivano simbolicamente gli schiavi
- si sospendevano regole e gerarchie
- erano tollerati eccessi e scherzi contro l’autorità
Sono appunto i comportamenti del mondo che si capovolge e viene dominato dai folli e l’uso delle maschere permetteva di nascondere la propria identità, per non avere ritorsioni di alcun tipo.
Ma se il Carnevale era la festa del mondo alla rovescia, il suo obiettivo era esattamente opposto: grazie all’enorme e popolare divertimento che suscitava, consentiva di scaricare le tensioni sociali, depotenziarle, e riaffermare il potere dell’autorità, a livello civile e religioso. E infatti dopo il Carnevale arrivava la Quaresima: dal caos all’ordine, dall’eccesso alla disciplina.
Anche il calendario collega in modo stretto il Carnevale alla Quaresima, il momento dei folli e quello del potere blindato. Dal punto di vista della scadenza, si tratta di una festa mobile che viene celebrata prima del periodo quaresimale, l’inizio dipende da quando cade la Pasqua. In generale, il Carnevale culmina il martedì grasso, che è l’ultimo giorno di festa prima dell’inizio della Quaresima. La Quaresima inizia il mercoledì delle Ceneri, che è sempre 46 giorni prima della Pasqua.
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