Plastica nel Mediterraneo | Non sprecare
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Plastica nel Mediterraneo: i primi a buttarla sono gli italiani. Superati solo dagli egiziani

Ogni anno nel mare che bagna l'Italia vengono gettate 1,2 miliardi di tonnellate di plastica. Per la metà arrivano da Egitto, Italia e Turchia

Ci riempiamo la bocca, come al solito, su come siamo bravi e sostenibili, attenti all’ambiente, e al mare e alle risorse naturali, e poi arrivano gli scienziati a farci sbattere il muso contro la realtà. Chi sono i principali inquinatori del Mediterraneo? Gli italiani, subito dopo gli egiziani, e prima dei turchi. Un bel triumvirato di sciagurati paesi.

PLASTICA NEL MEDITERRANEO

Da Egitto, Italia e Turchia arrivano circa il 50 per cento dei rifiuti plastici che finiscono per insozzare il Mediterraneo, poi si includono i primi dieci paesi che sversano nel nostro mare, si comprende il 90 per cento dell’immondizia fatta da plastica.

Come dicevo, sono gli scienziati a lanciare questo campanello d’allarme. E in particolare un’istituzione indipendente, come l’International Union for Conservation of Nature (Iucn) che ha pubblicato un report, molto dettagliato, dal titolo che dice tutto: The Mediterranean, Mare plasticum. E non parliamo di una plastica qualsiasi, ma per il 94 per cento di quelle micidiali microplastiche che fanno più danni e sono più difficili da eliminare.

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INQUINAMENTO NEL MAR MEDITERRANEO

Complessivamente, nel mare che bagna l’Italia, quello dove facciamo le vacanze, peschiamo, viaggiamo, vengono sversate ogni anno un totale di 1,2 miliardi di tonnellate di plastica. E da un’indagine molto meticolosa su un campione di tre pesci, sardine, acciughe e boghe, sempre da parte degli studiosi dell’Iucn, si è arrivati alla conclusione che mangiamo pesce imbottito di microplastiche.

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I numeri sono scoraggianti. Lo spreco è enorme. Siamo lontani anni luce da un’idea reale e concreta, con effetti riscontrabili nella realtà, di riduzione della plastica dai nostri stili di vita e dai nostri modelli di produzione. E siamo ancora lontani da un livello di civiltà, che pure dovremmo avere semplicemente come paese evoluto, nei nostri stili di vita. Talvolta, viene fuori la sensazione che sulla sostenibilità a ogni piccolo passo avanti corrisponde poi una falcata all’indietro.

LE INIZIATIVE PER RIDURRE IL CONSUMO DI PLASTICA:

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