I supermercati italiani, che pure si dichiarano impegnati per soluzioni green e sostenibili, fanno esattamente il contrario: continuano a essere dominati dalla plastica e non si vedono iniziative concrete né per ridurla né per sostituirla. Secondo studi recenti, il 46 per cento dei prodotti alimentari nei supermercati italiani è confezionato con plastica evitabile e in termini concreti questo significa la produzione di 27 miliardi di pezzi di plastica all’anno che potrebbero essere eliminati o sostituiti. uno spreco enorme.
La giustificazione che viene data è che si tratta di imballaggi necessari per garantire i trasporti e la buona conservazione dei prodotti. Cosa vera, ma solo in parte, in quanto comunque la plastica per gli imballaggi potrebbe essere sostituita. La verità è che questa valanga di plastica è un costo nascosto che viene scaricato sul consumatore, sia dal produttore sia dal punto vendita. In pratica, se per esempio comprate della frutta confezionata in un contenitore di plastica, la pagherete qualcosa in più rispetto allo stesso prodotto sfuso. Quella differenza è il contenitore, che poi dovrete smaltire ed eliminare.
Quando andate in reparto Alimentari di un supermercato, per qualche fettina di mortadella vi fanno pagare anche i fogli, vari strati, per incartarla, oppure la confezione che la contiene, e la busta di plastica che dovete prendere alla cassa. tutta plastica inutile, tutti soldi sprecati.
In un’indagine del 2022, realizzata da Greenpeace sono stati presi in esame i marchi come Conad, Selex, Coop, Esselunga, Gruppo Végé, Eurospin, LIDL, Sogegross, che insieme rappresentano il 70 per cento del mercato della grande distribuzione in Italia. Nessuno di questi supermercati si avvicina alla soglia del punteggio più alto, 100 punti. In fondo alla classifica ci sono Végé e Sogegross, in testa Selex (che comunque arriva solo a 39 punti), e nella parte più bassa compare Conad (10,33 punti). In conclusione, i supermercati italiani continuano a essere una fonte primaria di produzione e smaltimento della plastica. Troppa plastica.E dal 2022, purtroppo, le cose sono soltanto peggiorate.
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