Ovunque le formiche sono in diminuzione, anche in Italia, dove si registra un doppio danno: si riducono le specie autoctone, mentre aumentano quelle invasive che distruggono le locali, alterano gli equilibri degli ecosistemi e sono decisamente più aggressive. Ma da dove inizia la crisi delle formiche? E quali conseguenze può avere?
Indice degli argomenti
Le cause della diminuzione delle formiche
Ci sono diversi fattori che stanno incidendo in modo negativo sulle comunità delle formiche autoctone. Innanzitutto le formiche sono molto sensibili a temperatura e umidità, e i cambiamenti rapidi possono distruggere intere colonie. Stesso discorso per siccità ed eventi estremi, come le alluvioni e gli incendi. in sintesi: la crisi climatica è un killer silenzioso delle formiche autoctone. Una seconda causa è l’uso massiccio dei pesticidi, che non colpiscono solo i parassiti, ma anche insetti utili come le formiche. I pesticidi avvelenano l’intero ambiente nel quale vivono le colonie delle formiche autoctone e anche le fonti del loro cibo. Terzo elemento: l’urbanizzazione e la distruzione degli ecosistemi naturali riducono gli spazi disponibili per i formicai. In generale, le formiche vivono nel terreno o nel legno: quando questi ambienti spariscono, spariscono anche loro. Infine, metalli pesanti, microplastiche e sostanze chimiche alterano il suolo, rendendolo meno adatto alla vita delle colonie di formiche autoctone.
Che cosa succede con la diminuzione delle formiche
Sappiamo bene che le formiche sono insetti preziosi, anche per l’uomo, e hanno una grande importanza nell’equilibrio degli ecosistemi. Ci sono una serie di conseguenze negative collegate alla loro diminuzione, come il venire meno di funzioni vitali delle formiche, come queste:
- Aerare il terreno
- Riciclare sostanze organiche
- Controllare altri insetti
- Disperdere semi (mirmecoria)
Le specie più a rischio
Non tutte le formiche autoctone sono a rischio allo stesso modo, e alcune sono decisamente in una condizione di maggiore pericolo. In particolare:
- La formica lemani che vive in ambienti montani freschi ed è particolarmente sensibile all’aumento delle temperature.
- La formica lugubris che costruisce grandi nidi nei boschi di conifere ed è vittima della deforestazione.
- La formica Myrmica sabuleti che soffre in modo particolare per l’abbandono delle aree rurali e per l’uso troppo intensivo dei pesticidi.
L’apocalisse nelle isole Fiji
Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Science ha analizzato la biodiversità di formiche nell’arcipelago delle Fiji usando tecniche genomiche su decine di migliaia di individui raccolti in musei nel corso degli anni. I risultati mostrano che il 79% delle specie endemiche di formiche dell’arcipelago è in declino nel corso degli ultimi millenni e soprattutto negli ultimi secoli, un trend che coincide con l’arrivo dell’uomo, la colonizzazione, il commercio globale e l’agricoltura moderna. lo studio è importante in quanto indica in modo preciso e documentato che cosa potrebbe accadere in un mondo con sempre meno formiche.
Che cosa possiamo fare per aiutare le formiche
Tutti possiamo, nei nostri spazi verdi (giardino, orto, terrazzo, balcone), fare qualcosa per aiutare le formiche e proteggerle.
- Non usare insetticidi contro le formiche (a meno di vere infestazioni domestiche).
- Limitare erbicidi che impoveriscono il suolo.
- Preferire metodi naturali (rimozione manuale, trappole selettive).
- Usare pacciamatura naturale (paglia, foglie).
- Aggiungere compost.
- Evitare di compattare il terreno.
Inoltre è semplicemente uno spreco, del tutto inutile, distruggere i piccoli formicai in giardino, in quanto non sono pericolosi e anzi aiutano il controllo naturale dei parassiti.
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