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Per sposarsi non si bada a sprechi

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di Veronica Ulivieri

 

 

Abiti bellissimi, cena raffinata, festa divertente, musica scelta con cura. Dev’essere una giornata indimenticabile. Con allestimenti floreali mai lasciati al caso, torta scenografica, balli fino all’alba. Una coreografia perfetta, capace di unire glamour e bon ton. Mentre diminuiscono le coppie che decidono di sposarsi, e il matrimonio dura sempre meno, cresce la febbre da nozze. Secondo l’Istat, nel 2010 i matrimoni sono stati poco più di 217.000, 30 mila in meno rispetto a due anni prima. Aumentano anche separazioni e divorzi (nel 2009, su mille matrimoni, ce ne sono stati, rispettivamente, 297 e 181). Ma chi si sposa lo fa in pompa magna, trasformando il giorno fatidico in un happening in cui il “Sì, lo voglio” è solo un momento di un evento più grande. Preparato molto tempo prima.

In Italia, oggi, ci sono quasi 150 fiere dedicate alle nozze, che oltre agli abiti hanno anche sezioni su accessori, fiori, bomboniere, torta e luna di miele. Proliferano negli ultimi tempi le guide (l’ultima è “Il mio matrimonio” di Alessandra Rossi, Gribaudo) e le riviste: da “Elle Spose” e “Vogue Sposa” fino a “White Sposa”, “La Sposa”, “Sposabella”, “Collezioni Sposa”, “Sposa moderna”, “Sposarsi”. Non mancano i canali e le trasmissioni dedicati al grande giorno: Wedding tv, su Sky, propone diversi programmi sul tema, come il reality “Bridezillas” su quattro future spose sull’orlo di una crisi di nervi, “Il giorno perfetto”, in cui sposi e invitati raccontano la loro cerimonia, o “Matrimonio di stile”, condotto da uno dei più famosi wedding planner italiani, Angelo Garini. E ancora, su Real Time tv (sempre su Sky), il venerdì sera va in onda una “Wedding night”, condotto dall’organizzatore di matrimoni Enzo Miccio, con ben tre programmi diversi: “Abito da sposa cercasi”, “Matrimonio all’italiana” e “Wedding planners”.

Proprio il mestiere del wedding planner, molto diffuso oltreoceano, è sbarcato anche in Italia, ed è in forte crescita: «Nel nostro Paese la professione è arrivata anche grazie al film “Prima o poi mi sposo”, con Jennifer Lopez. Dal 2007 il numero di consulenti per matrimoni è aumentato del 75 per cento», spiega Stefania Arrigoni, presidente dell’associazione Wedding planners. «Questi professionisti non organizzano solo matrimoni da 100 mila euro, come vediamo nelle trasmissioni televisive», precisa Arrigoni: «Il budget medio è di circa 25 mila, e la domanda sta crescendo tra le coppie di fascia media». Secondo Federconsumatori, che ogni anno monitora la spesa necessaria per le nozze, nel 2011 le coppie italiane spenderanno tra 33.340 e 55.710 euro, dal 2 al 5 per cento in più rispetto allo scorso anno, e in tre casi su cento decideranno addirittura di chiedere un prestito per realizzare il matrimonio dei loro sogni. Moltiplicando un budget minimo di 30 mila euro per i 217 mila matrimoni si ottiene la misura del giro d’affari: oltre 7 miliardi di euro in un anno. A cui aggiungere altre voci, come i regali e i vestiti degli invitati.

Per i futuri sposi, a pesare di più sul budget è senza dubbio il banchetto (si va da 13.680 a 19.300 euro), seguito dal viaggio di nozze (da 3.650 a 6.200 euro) e dal vestito della sposa (tra i 2.550 e i 6 mila euro). Le bomboniere costeranno agli sposi tra 1.600 e 3 mila euro, mentre tra riprese video e servizio fotografico il conto si aggirerà tra i 3.470 e i 4.420 euro. A cui aggiungere decine di altre voci: dalla torta alla musica, dall’allestimento floreale al noleggio auto e i trattamenti estetici.

“Forwedding”, il salone sul matrimonio pensato per coppie e wedding planner che debutterà a fieramilanocity dal 21 al 23 ottobre 2011, prevede anche uno spazio per corsi di bon ton e lezioni sul galateo a tavola: «Per recuperare nozioni di base per la preparazione della tavola e per il ricevimento degli ospiti», spiega il responsabile, Fabio Ridolfi.

Il matrimonio ha un’organizzazione complessa. Ed è la sposa, in grande autonomia, a prendere la maggior parte delle decisioni. «Per lei è l’occasione per sprigionare energia, talento e creatività», sottolinea Eugenio Gallavotti, vicedirettore di “Elle” e responsabile di “Elle Spose”. Perché è la futura sposa la protagonista indiscussa del giorno del matrimonio, a partire dall’abito: lo sposo propende in genere per un completo scuro, che permette poche variazioni sul tema (tra gli stilisti più amati, Pignatelli e Pal Zilieri).

Al centro dell’attenzione, invece, resta il vestito della sposa. Che è tornato ad essere romantico, a volte in stile neo hippy, con il velo, i ricami floreali, la gonna lunga e spesso voluminosa, i pizzi, le spalle scoperte. Sono molti gli stilisti che disegnano una collezione sposa, come Alberta Ferretti, Vera Wang o Blumarine. Altri, come Dolce e Gabbana, inseriscono nelle loro collezioni capi che possono risultare perfetti come abiti da sposa. Vista dalla parte delle aziende, la corsa all’abito più bello alimenta un grosso fatturato, cui aggiungere quello delle esportazioni. Secondo una rilevazione del Sistema Moda Italia, dopo un 2009 fortemente negativo (meno 18 per cento), nel 2010 il fatturato del settore dei vestiti per la sposa è cresciuto del 2 per cento e le esportazioni sono aumentate di oltre il 7 per cento. «L’Italia esporta soprattutto nell’Est Europa, negli Stati Uniti e in Estremo Oriente, dove accanto al rito tradizionale è stata in molti casi introdotta la cerimonia all’occidentale», spiega Emanuela Forlin, exhibition manager di Sposaitalia, una delle manifestazione più importanti a livello mondiale, ogni anno a giugno a Milano. Il distretto più forte è quello pugliese, dove ci sono 158 imprese (come Giovanna Sbiroli, Cotin, Bellantuono), che producono il 40 per cento degli abiti da sposa italiani; nella sola cittadina di Putignano hanno sede 25 aziende.

«Se una volta l’abito era tutto, però, oggi rappresenta solo il 50 per cento della cerimonia. Gli elementi di una festa sono più numerosi di un tempo. E tutti vengono molto curati dagli sposi che, forse anche per l’età più avanzata con cui arrivano all’appuntamento, hanno maggiore consapevolezza», continua Eugenio Gallavotti. La preparazione, tanto per cominciare. Spiegano gli esperti di Intercharm, il salone della bellezza che si svolge ogni anno a fine settembre a fieramilanocity, che può rappresentare per la sposa «un vero e proprio progetto di bellezza, per una spesa di circa 3.500 euro». Vi rientrano per esempio due allenamenti a settimana con un personal trainer per rassodare braccia e gambe, massaggi e trattamenti per il viso, trucco, acconciatura, cura delle mani e ricostruzione unghie. Sono tanti anche i centri estetici che propongono massaggi ad hoc per entrambi gli sposi, da fare prima e dopo il matrimonio, e le beauty farm che offrono alla futura sposa un programma di trattamenti rilassanti ed energizzanti nella settimana che precede il grande giorno. Le spose non più giovani, assicurano gli esperti, arrivano anche a regalarsi dei piccoli interventi di chirurgia estetica per arrivare perfette all’altare.

Grande cura si dedica alla scelta della location, che deve essere originale e alimentare un’atmosfera da sogno: ci si sposa nelle città d’arte, in dimore storiche, persino in isole da sogno. WedDesign per esempio, marchio di Alpitour dedicato al wedding planning, organizza pacchetti tutto incluso per sposarsi alle Bahamas, alle Hawaii o a Dubai. Le ultime tendenze, racconta il direttore di “Vogue Sposa” Giuliana Parabiago, sono quelle di sposarsi “en plein air”: «Sulla spiaggia, magari in Versilia, o su un prato, facendo il cosiddetto “matrimonio pic-nic”, che permette anche maggiore libertà nell’abbigliamento».

“Vogue sposa” ormai da 12 anni pubblica un libro sul galateo intitolato “Un matrimonio perfetto” (matrimonioperfetto .it): «Prima, in ogni famiglia c’era almeno una persona che sapeva come si ricevono gli ospiti. Oggi le donne cercano all’esterno», sottolinea Parabiago. Consigli e suggerimenti per rendere memorabile una cerimonia, riscoprendone le regole. «C’è voglia di tornare al bon ton. Prima si desideravano cerimonie originali a tutti i costi, oggi gli sposi preferiscono evitare l’esibizione sfarzosa», conferma Monia Re, wedding planner e titotare di Kairos eventi.

Il ricevimento, per esempio. Anche qui le cose cambiano: «Oggi il matrimonio si celebra preferibilmente di sera e si trasforma in una grande festa. L’aperitivo e la cena si accorciano, si allunga il dopo-torta. Gli sposi vogliono ballare», spiega Angelo Garini, wedding planner e titolare di Garini Immagina. Il taglio della torta non è più il momento finale della festa, ma il segnale che dà inizio alle danze. E il dolce di nozze è elemento fondamentale dell’intera serata: «La torta è sempre spettacolare, a piani, e interpreta il tema della festa. Il filo conduttore è la prima cosa che cerchiamo di costruire con gli sposi. Una coppia che ama viaggiare, per esempio, ci ha chiesto un dolce con le valigie; una futura sposa che non amava i lavori casalinghi ha ironicamente voluto una torta a forma di lavatrice», racconta Donatella Lorato, cake designer e brand manager di WedDesign.

Identiche, o con poche variazioni, rimangono le bomboniere (sempre più spesso, però, etiche o equo-solidali) e le partecipazioni. La lista di nozze, invece, grazie ad accordi con le agenzie di viaggio, contribuisce sempre di più alla luna di miele. Una pratica che ha fatto allungare la durata del viaggio di nozze (oggi va dai 15 ai 20 giorni) e crescere la richiesta di mete lontane e costose. Quelle da sogno.

«Le destinazioni preferite», spiega Paolo Guariento, responsabile di prodotto di Viaggidea, «sono la Polinesia, gli Stati Uniti, le Hawaii, i Caraibi, le Seychelles e l’Australia. Di solito, proponiamo di abbinare un viaggio itinerante a una settimana di relax al mare: per esempio, dopo l’Oceano Indiano si può volare in Sudafrica». Più di nicchia resta il mercato delle lune di miele culturali: «L’India, la Cina, o il Sudamerica. E, in Brasile, una sosta in Amazzonia».