Orti a scuola: dove si trovano in Italia

Coltivare, raccogliere e consumare: un percorso da Educazione civica che coinvolge alunni, insegnanti e famiglie. Anche per imparare a non sprecare il cibo.

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L’orto a scuola ha un grande valore didattico, che non si riduce soltanto alla coltivazione delle piante, ma aiuta anche a comprendere i cicli della natura, la biodiversità, da dove viene il cibo, e innanzitutto come non si spreca.

Perché fare l’orto a scuola

Avere un orto in classe significa educare al valore del cibo, rispettare i tempi della natura e comprendere la stagionalità. È una risorsa per introdurre i bambini e i ragazzi ai temi dell’alimentazione sana e della tutela dell’ambiente. L’esperienza pratica migliora inoltre il clima di classe e rafforza competenze trasversali: collaborazione, responsabilità e capacità di pianificazione.

Valore educativo

Un orto affidato ai ragazzi è un laboratorio educativo a 360°, che intreccia scienze naturali, educazione ambientale, cittadinanza attiva e creatività. È didattica concreta che insegna a riconoscere il valore di un ortaggio, di un frutto e dunque del cibo, a capire quanta cura e quante risorse servano per produrlo, e perché non vada sprecato. Coltivare, raccogliere e consumare ciò che si è fatto crescere rafforza una relazione consapevole con il cibo e con la terra. Coinvolgendo famiglie, volontari e comunità locale, l’orto crea un ponte tra la scuola e il territorio e contribuisce a costruire un autentico senso di comunità.

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Orti scolastici in Italia

Esistono reti, progetti regionali e iniziative locali ben documentati.

La principale rete nazionale è quella promossa da Slow Food con il progetto Orti Slow Food a scuola, attivo da oltre vent’anni e presente in tutte le regioni italiane. Secondo l’organizzazione, oltre 400 orti scolastici in Italia sono accompagnati dalla rete Slow Food, con formazione per insegnanti e materiali didattici dedicati. Accanto alla rete nazionale, molte amministrazioni regionali e locali promuovono bandi e iniziative per finanziare e valorizzare gli orti nelle scuole.

Nord Italia

  • Lombardia (Milano). La Regione ha pubblicato bandi per la realizzazione di orti didattici, urbani e collettivi, con contributi destinati anche agli istituti scolastici.
    A Milano molte scuole hanno orti nei giardini di asili nido, scuole d’infanzia e primarie, spesso frutto di collaborazioni tra istituti, famiglie e associazioni.
  • Piemonte. Il progetto Orto in Condotta di Slow Food è diffuso anche in molte scuole piemontesi; IC Torino II è un esempio con documentazione social attiva.
  • Trentino-Alto Adige. Diverse scuole dell’infanzia e primarie portano avanti progetti di orti didattici, tra cui quello della Scuola dell’Infanzia di Siror (TN). Trovate qui tutte le informazioni.

Centro Italia

  • Toscana. Ci sono scuole che integrano l’orto in progetti educativi locali; ad esempio, il progetto “La Scuola nell’Orto” con partecipazione di studenti tramite la collaborazione con realtà come Demeter Italia (scuole e realtà educative cittadine).
  • Emilia-Romagna. Numerose scuole, in particolare a Parma, hanno orti didattici collegati alle attività di educazione alimentare; la Scuola primaria Vittorio Bottego è un esempio documentato sia sui canali istituzionali sia attraverso materiali di rete scolastica.
  • Lazio. Accanto ai progetti promossi dalle singole scuole, va segnalata l’iniziativa “Mille Orti per Mille Giardini scolastici” del Comune di Roma, che ha coinvolto numerosi istituti pubblici nella realizzazione di orti didattici all’interno degli spazi scolastici, con l’obiettivo di diffondere pratiche di sostenibilità e cura dei beni comuni. Sempre nel Lazio, alcune scuole partecipano ai percorsi di “Orto in Condotta” legati all’educazione alimentare e alla biodiversità, inserendo l’orto nel Piano dell’Offerta Formativa.
  • Marche. Progetti come “Ortoincontro” coinvolgono scuole in percorsi su alimentazione, stagionalità e territorio, spesso con il supporto di enti locali e associazioni.

Sud e isole

Nel Sud Italia e nelle Isole l’orto scolastico è sempre più presente come strumento di educazione ambientale e alimentare, spesso legato ai temi della stagionalità, del territorio e del valore del cibo.

  • In Calabria, l’orto scolastico viene utilizzato come vera e propria aula all’aperto. Un esempio consolidato è quello dell’Istituto Comprensivo Amerigo Vespucci di Vibo Valentia, che ha integrato l’orto nelle attività didattiche quotidiane, collegandolo all’educazione ambientale e al rispetto del cibo.
  • In Sicilia, diverse scuole hanno scelto l’orto come strumento stabile di educazione civica. A Palermo, l’Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini porta avanti un progetto di orto scolastico legato ai temi della sostenibilità e del cibo da non sprecare, documentato sul sito istituzionale. Un altro esempio concreto di progetto di orto scolastico è quello dell’Istituto Comprensivo Statale “Giuliana Saladino” che istruisce il “Progetto Orto a scuola”.
  • In Sardegna, l’Istituto Comprensivo Satta-Spano-De Amicis di Nuoro utilizza l’orto didattico come laboratorio educativo permanente, integrato nella didattica e raccontato attraverso i canali ufficiali della scuola.

Queste esperienze mostrano come, anche nel Sud, l’orto a scuola non sia più un’attività occasionale, ma uno strumento educativo strutturato per insegnare il valore del cibo, il rispetto della terra e l’importanza di non sprecare le risorse.

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Il sito sugli orti scolastici

Un riferimento operativo per materiali pratici e formazione è il sito di Emilio Bertoncini, agronomo e formatore, con risorse utili per insegnanti e scuole interessate ad avviare un orto scolastico.

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