Con NaZeNa i vestiti riciclati diventano imballaggi - Non sprecare
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NaZeNa: la startup che trasforma vestiti vecchi in nuovi imballaggi compostabili

L’idea è quella di rendere più sostenibile il mondo del packaging limitando lo spreco enorme di abiti. Ogni anno buttiamo circa 34 chilogrammi di vestiti che non indossiamo più: un vero peccato se si pensa che l’85% di questi finisce in discarica o all’inceneritore in quanto non idoneo alla rivendita o alle donazioni

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Riciclare i vestiti usati trasformandoli in imballaggi per evitare due sprechi in un colpo solo. È questa l’idea da cui nasce NaZeNa, un’azienda che si è specializzata in questo specifico settore con l’obiettivo di rendere più sostenibile il mondo del packaging. Questa “missione” si fonda su due presupposti. Il primo è che ogni anno buttiamo circa 34 chilogrammi di vestiti che non indossiamo più: un vero peccato se si pensa che l’85% di questi finisce in discarica o all’inceneritore in quanto non idoneo alla rivendita o alle donazioni per i più bisognosi. Il problema di questa tendenza “usa e getta” degli abiti è dovuto in parte al fenomeno del fast fashion, che impone a tanti di cambiare il guardaroba ad ogni cambio di stagione. Non a caso un numero crescente di brand progetta e produce capi che rispettano i dettami delle ultime tendenze in modo rapido e economico. Il risultato sono prodotti attraenti e a basso costo che finiscono per riempire i nostri armadi.

NAZENA VESTITI RICICLATI IMBALLAGGI

Mentre il secondo presupposto è che ogni anno consumiamo in media 73 chilogrammi di plastica da imballaggi e i trend di consumo di questi ultimi sono in crescita: le persone richiedono sempre di più prodotti che siano in perfette condizioni e che arrivino immediatamente a casa. Degli imballaggi in questione solamente il 40 per cento viene smaltito correttamente. Mentre il restante 60 per cento finisce in discarica, all’inceneritore o addirittura in mare. Alcune confezioni, che riportano il codice “7-altro” risultano essere particolarmente problematiche: tali plastiche, composte da più materiali, non possono, infatti, essere riciclate e devono essere smaltite come indifferenziato, andando direttamente a finire in discarica o all’inceneritore. Se da un lato è vero che l’industria degli imballaggi in bio-plastica aumenta ogni anno sempre di più, dall’altro questa viene utilizzata nella creazione di shopper in bio-plastica e non in altri imballaggi.

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IMBALLAGGI DA ABITI RICICLATI

Giulia De Rossi e Stefano Lora nell’aprile 2019 hanno lanciato un progetto pensato per dare una soluzione a questi due problemi: NaZeNa nasce con l’obiettivo di dare una seconda vita ai vestiti e trasformarli in imballaggi. Questo rivoluzionerà il mondo del packaging e farà sì che i pacchetti e gli imballaggi possano divenire sostenibili.

Grazie al contributo di chi parteciperà all’iniziativa, donando dei propri vestiti, Giulia e i suoi collaboratori saranno in grado di produrre imballaggi in varie forme e dimensioni, che potranno essere compostati: sarà possibile buttarli nell’umido organico, riducendo le quantità di plastica in utilizzo. Inoltre, è anche in cantiere un progetto per farli diventare biodegradabili

La startup di Giulia si è già aggiudicata la vittoria del premio AdventureX, il concorso di business modelling pensato per fornire a startupper e aspiranti tali, gli strumenti migliori per creare imprese di successo.

RICICLO ABITI

Sul sito viene ben illustrato come poter partecipare al progetto. È possibile consegnare direttamente a NaZeNa, se ci si trova nel comune di Vicenza, o spedire tramite corriere, maglioni di lana infeltriti, abiti con macchie che non vanno più via, capi scoloriti, indumenti con tagli o strappi, asciugamani, coperte e lenzuola: capi a cui verrà data una seconda vita.

Al momento il prodotto non è in commercializzazione, ma se si vuole rimanere aggiornati, è possibile iscriversi alla newsletter di NaZeNa.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2019 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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I PROGETTI IN CONCORSO PER IL PREMIO NON SPRECARE: