Movida selvaggia: a Brescia cittadini risarciti

Una storia sentenza della Cassazione che riconosce il danno da “immissione di rumore”. Mobilitazioni in tante città italiane per seguire l’esempio di Brescia

Chi vive in un qualsiasi centro storico di una qualsiasi città italiana (grande, media e piccola), conosce bene il problema: il fracasso della movida. Schiamazzi fino a notte fonda, strade e marciapiedi sporchi, risse frequenti, abitazioni irraggiungibili. Di fronte all’inerzia delle amministrazioni locali, sono stati i cittadini a organizzarsi, arrivando fino alle aule del tribunale. E ottenendo una sentenza, a Brescia, che potrebbe fare scuola in tutta Italia.

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MOVIDA SELVAGGIA A BRESCIA CITTADINI RISARCITI

Grazie a una clamorosa sentenza della Corte di Cassazione, i cittadini bresciani saranno risarciti per “immissione di rumore”. La quantificazione del danno e come verranno distribuiti i soldi spetterà alla Corte d’Appello con un nuovo giudizio. La storia di Brescia inizia nel 2012 quando l’avvocato Gianfranco Paroli e la moglie Piera Nava, stremati dai danni della movida, dopo averle provate tutte, passano alle vie legali. E trascinano il comune in tribunale. L’aspetto singolare della vicenda è che in quel momento il sindaco di Brescia è Adriano Paroli, fratello di Gianfranco, e attualmente commissario di Forza Italia in città. In primo grado l’avvocato Paroli la spuntano e ottengono anche una prima quantificazione del rimborso: 20 mila euro. Ma perdono l’appello, fino a quando arriva nel maggio 2023 la sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Nella motivazione dei giudici viene riconosciuta “l’oggettiva responsabilità” dell’amministrazione comunale quando non riesce a garantire il rispetto delle regole di base a tutela dei propri beni e della convivenza dei cittadini. In attesa della quantificazione del risarcimento, il precedente di Brescia, che trattandosi di un verdetto della Cassazione farà scuola, ha scatenato i cittadini in tante altre città d’Italia. Un esempio per tutti: a L’Aquila i residenti del Centro storico, guidati da Claudia Aloisio, si sono uniti, anche via social, e hanno deciso di fare causa al comune. Come è avvenuto a Brescia.

Fonte immagine di copertina: La Repubblica

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