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L’Italia dall’alto in quaranta fotografie: allo spazio Wegil di Roma, fino al 10 marzo, la mostra “L’aria del tempo” di Massimo Sestini (foto)

Fatti di cronaca, avvenimenti entrati nella Storia, tragedie, ma anche bellezze naturali e momenti di svago ritratti da un’angolazione diversa, dall’alto di un elicottero e di un aereo: foto significative che ci permettono di scoprire il nostro Paese in tutta la sua grandiosità ma anche nella sua fragilità e complessità

MASSIMO SESTINI

Era la primavera del 2014 quando, Massimo Sestini, classe 1963, pluripremiato fotogiornalista italiano, dopo ben dodici giorni di tempesta, riuscì a fotografare, al largo delle coste libiche, dall’alto di un elicottero, un barcone carico di profughi poi tratti in salvo dalla Marina italiana nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Una foto diventata poi una delle immagini più significative della crisi migratoria nel Mediterraneo, premiata nel 2015 con il World Press Photo nella sezione General News e che, fino al prossimo 10 marzo, è possibile ammirare nell’ambito della mostra L’aria del tempo allestita nello spazio WeGil di Largo Ascianghi 5, a Roma, nel cuore di Trastevere. L’esposizione, promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Contrasto in collaborazione con LAZIOcrea, è a cura di Alessandra Mauro.

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L’ARIA DEL TEMPO MASSIMO SESTINI

L’aria del tempo che Massimo Sestini cattura con le sue incredibili visioni aeree del nostro Paese, è quella che respiriamo tutti giorni e osserviamo intorno a noi.

Quaranta le fotografie esposte al WeGil in cui Massimo Sestini, con la sua macchina fotografica, ha ritratto l’Italia in una maniera inusuale, cogliendo fatti di cronaca, avvenimenti entrati nella Storia, tragedie, ma anche bellezze naturali e momenti di svago. Dall’alto di un elicottero e di un aereo ha documentato la strage di Capaci, ci ha mostrato quel che restava del Teatro La Fenice di Venezia dopo il terribile incendio doloso del 1996 che ne ha distrutto la struttura originaria inaugurata nel 1792 con I giuochi d’Agrigento di Giovanni Paisiello, ci ha fatto sentire parte dei due milioni di giovani accorsi a Roma, nel 2000, per le celebrazioni del Giubileo e ha immortalato i funerali di Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro nel 2005: un’immagine che ci fa percepire il silenzio e la commozione dell’abbraccio del mondo a un Papa poi proclamato Santo nel 2014.

LE FOTOGRAFIE DALL’ALTO DI MASSIMO SESTINI

I suoi scatti ci consentono di osservare la realtà da una prospettiva diversa: significativa l’immagine della Costa Concordia incagliata all’Isola del Giglio e che sembra ancora in navigazione e quella che ritrae, dall’alto, la Barcolana di Trieste, la più imponente regata velica del mondo.

Dal suo punto di vista, nuovo e diverso da tutti gli altri, ci ha svelato l’Italia nelle sue bellezze naturali: meravigliose le immagini dei fenicotteri pronti alla migrazione nella riserva naturale salina di Margherita di Savoia e dell’eruzione del cratere sud dell’Etna, nel 1992, con le sue ceneri e colate laviche.

Non mancano i momenti di vita quotidiana e svago come il ferragosto sulla spiaggia di Ostia o le auto in fila al casello dell’autostrada per l’esodo di agosto.

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L’ITALIA NELLE STRAORDINARIE IMMAGINI DI MASSIMO SESTINI

Una preziosa opportunità, quella offerta da Massimo Sestini, per scoprire il nostro Paese in tutta la sua bellezza ma anche fragilità e complessità.

Sempre alla ricerca della “foto diversa”, anno dopo anno, Sestini ha perfezionato il suo metodo fino alla ripresa perpendicolare che gli permette di ottenere un impatto dimensionale amplificato. Una visione zenitale che capovolge le nostre percezioni visive offrendoci una nuova prospettiva.

La mostra prevede anche un omaggio alla Regione Lazio con una piccola composizione di immagini dal titolo L’area del Lazio.

L’aria del tempo è anche il nuovo libro di Massimo Sestini pubblicato da Contrasto e contenente circa 66 fotografie a colori riguardanti gli eventi che hanno segnato la storia politica, culturale e sociale italiana durante l’ultimo quarto di secolo.

Massimo Sestini fotogiornalista

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