Mare pattumiera - Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Mare pattumiera, dall’astice con la lattina di Pepsi al cavalluccio con il cotton fioc (foto)

Ogni giorno un’immagine più raccapricciante, e il futuro è segnato: un mare con più plastica che pesci. La politica dei nanetti non riesce neanche a fare una legge per bloccare le microplastiche nell’industria. Ma i primi killer marini siamo noi

Condivisioni

Una lattina di Pepsi Cola stampata sulla chela di un astice. Il cavalluccio marino con il cotton fioc incorporato. La tartaruga marina imbrigliata in una rete di plastica. Che altro dobbiamo vedere, come immagini dell’orrore e dello spreco della Natura vista dal mare, per renderci conto del fondo che abbiamo toccato? Non ci basta un’intera isola nel Sud Pacifico dove i rifiuti, innanzitutto plastica, arrivano a coprire il 98 per cento della superficie. Ci consoliamo pensando che almeno è disabitata. Non è sufficiente sapere, con indagini scientifiche e non con l’allarmismo di qualche ambientalista troppo ortodosso, che il 90 per cento degli uccelli marini mangia plastica. E pazienza se poi ne muore. Come ci entra e ci esce dalle orecchie la notizia che in un flacone di cosmetici ci sono fino a 750mila rifiuti di microplastiche. Le stesse che poi troviamo nei saponi, nei dentifrici, nel gel. E poi a mare, nella più grande pattumiera del mondo globalizzato. Numeri di archiviare, appena arrivo il prossimo tocco di trucco da dare ai nostri volti. Nel 2050 avremo a mare più plastica che pesci? Peccato, ma comunque il 2050 è lontano, e avanti con la prossima immagine dell’inquinamento che ci divora.

MARE PATTUMIERA

A noi di Non sprecare il catastrofismo ambientale non è mai piaciuto. Lo consideriamo controproducente. Però queste immagini, questi dati, che arrivano come pugnalate e un attimo dopo scompaiono dai radar dei nostri interessi, come la più banale delle foto porno, queste verità, insomma, sono già la catastrofe. E quasi verrebbe la voglia di ignorarle, di scegliere il silenzio tombale come forma estrema di protesta civile.

LEGGI ANCHE: La plastica che uccide i pesci. Dalla forchetta al dentifricio passando per buste e tappi (Foto)

ASTICE CON MARCHIO PEPSI

Ma siamo testardi, siamo sempre guidati dall’ottimismo della volontà, e allora proviamo ancora una volta a farci ed a farvi la solita domanda chiave, a proposito della filosofia del Non sprecare e dei suoi stili di vita: «Che cosa possiamo fare?». Tutti e tutti i giorni, senza chiedere sempre ad altri, per esempio i politici nanetti, di prendere un’iniziativa. A proposito di questa compagnia di incapaci, chiedo scusa per quelli bravi, e di ciò che possiamo fare, innanzitutto non bisogna abbassare la guardia su una legge di civiltà che vieti l’uso delle microplastiche nei prodotti dell’industria cosmetica. Sarebbe un segnale decisivo in termini di politiche ambientali. Un segnale che, da anni, non arriva mai, anche dopo un voto unanime alla Camera, dal quale è passato un altro anno e ancora non c’è stata la conferma al Senato. Dunque, anche questa legislatura si chiuderà senza una legge che non chiedono solo associazioni come Legambiente e Marevivo, ma tutti i cittadini forniti di buonsenso. E non si tratta di una legge eversiva per l’industria della cosmetica o chissà per quali interessi industriali: sono norme che già esistono negli Stati Uniti, dove i consumi e la sottostante industria rappresentano la locomotiva dell’intera economica, e in nazioni non certo classificabili come paradisi incontaminati del green, come la Francia e la Gran Bretagna.

(Credits: Francis Pérez – World Press Photo 2017)

PER APPROFONDIRE: Plastica anche nell’acqua, pessima scoperta. La soluzione è una sola: ridurne l’uso. E non è difficile

CAVALLUCCIO MARINO CON COTTON FIOC

Prima e dopo questa pressione come opinione pubblica, dobbiamo tornare alle abitudini di casa nostra, ai nostri stili di vita, ai comportamenti quotidiani. Se un astice si trova con il timbro di una lattina di Pepsi e un cavalluccio è prigioniero di un cotton fioc, allora vuole dire che i killer siamo noi, non la politica in senso vago quanto vuoto. Siamo noi, uomini e donne, bambini e anziani, colti e ignoranti, ricchi e poveri, che contribuiamo ad accumulare quei 32 rifiuti che si contano ogni chilometro di mare. Noi. Con le nostre pessime abitudini, che possiamo modificare anche in tempi rapidi. Basterebbe a pensare a quante cose sprechiamo, comprese la salute e la vita, con un cotton fioc o con un tubetto di dentifricio abbandonato nel posto più sbagliato da immaginare.

(Credits: Sewage surfer © Justin Hofman – Wildlife Photographer of the Year 2017)

PAROLA D’ORDINE: COME RIDURRE LA PLASTICA

  1. Riciclo plastica, ne finisce troppa nelle discariche che dovremmo chiudere
  2. Cannucce di plastica per le bibite: eliminiamole. Come hanno fatto molti bar nel mondo (foto)
  3. Plastica e raccolta differenziata, tutto quello che bisogna sapere per farla bene
  4. Inquinamento oceani, il progetto di un ventenne olandese per eliminare la plastica (foto e video)
  5. Invasi dalla plastica: 670 rifiuti ogni 100 metri lineari di costa (Foto)