I maglioncini cuciti a mano per aiutare i pinguini in difficoltà

Alfred è stato il primo e li cuciva nonostante i suoi 110 anni. Ora sono in tanti ad aderire all’appello della Penguin Foundation inviando i maglioncini colorati che salvano i pinguini colpiti dal petrolio sversato in mare.

maglioni per pinguini difficolta petrolio alfred date penguin foundation 1

L’ultima consegna di maglioni, in ordine di tempo, la Penguin Foundation l’ha ricevuta qualche giorno fa. Sono arrivati da Shanghai, in Cina. Joyce e la nonna ne hanno realizzati otto, lavorando a maglia. Un gesto prezioso per aiutare i pinguini in difficoltà. Prezioso come il tempo che Alfred Date, un signore australiano morto a 110 anni, dedicava agli animali in difficoltà. Nonostante l’età, ogni giorno Alfred cuciva maglioni per una rara specie di pinguini colpiti dal petrolio sversato in mare. Il maglioncino serve a impedire che il pinguino, sporco di petrolio, cerchi di ripulirsi.

Purtroppo, il petrolio colpisce le piume, le separa, le indebolisce e fa perdere loro l’impermeabilità e la capacità di mantenere la giusta temperatura corporea. Grazie al maglioncino invece, i pinguini non riescono a ripulire le penne con il becco e così evitano di indebolirle ulteriormente e di ingerire sostanze nocive e allo stesso tempo si proteggono dal freddo.

Alfred aveva aderito all’appello della Penguin Foundation, una fondazione che raccoglie fondi per proteggere la fauna selvatica di Phillip Island e, allo stesso tempo, migliorare l’ambiente naturale attraverso programmi di ricerca, conservazione e istruzione.

Un progetto a cui tutti possono prendere parte: la Fondazione che si prende cura dei pinguini in difficoltà ha sempre bisogno di aiuto sotto forma di maglioncini. I capi ricevuti vengono inoltre riutilizzati anche per raccogliere fondi per i progetti di ricerca e conservazione dei pinguini, per sostenere la fauna selvatica della clinica e come strumenti didattici per sensibilizzare riguardo gli effetti dell’inquinamento da petrolio sul mare e sugli animali.

Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook della Penguin Foundation

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?