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L’Onu, le città e il clima che cambia

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Le città e il clima che cambia. È il tema scelto quest’anno dalle Nazioni Unite per celebrare il 3 ottobre la Giornata mondiale dell’habitat. Nel suo messaggio, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ricorda che la Giornata mondiale – che dal 1989 viene celebrata il primo lunedì di ottobre – nel 2011 coincide con il mese in cui la popolazione del pianeta raggiungerà i 7 miliardi di individui (secondo alcune stime questo limite è già stato superato). «Gli esperti dicono che nel 2050 la popolazione crescerà di un ulteriore 50% rispetto a quella presente nel 1999», afferma il capo delle Nazioni Unite. «E nello stesso tempo affinché le emissioni di gas serra restino quelle di inizio millennio dovranno calare del 50%». Ban Ki-moon sottolinea inoltre che già ora 60 milioni di persone vivono in territori che hanno altitudine inferiore a un metro (un numero che alla fine del secolo è destinato a crescere sino a 130 milioni), con tutti i problemi che si possono creare con l’aumento del livello dei mari a causa del riscaldamento globale. Quindi il rapporto tra città e clima non può essere ignorato.

ALLARME – Da parte sua Joan Clos, vice segretario generale dell’Onu e direttore esecutivo di Un-Habitat, l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata agli ambienti di vita, lancia l’allarme sui previsti 200 milioni di rifugiati per motivi ambientali stimati entro il 2050 a causa del rialzo dei mari, siccità e inondazioni. E richiama l’attenzione ai modelli di sviluppo e di pianificazioni urbanistica delle città.

MESSICO – L’evento principale delle celebrazioni della Giornata mondiale dell’habitat quest’anno si tiene ad Aguascalientes, in Messico, dove vengono consegnati i premi 2011 per chi si è distinto nella difesa degli habitat e dove sarà presentato il Rapporto Onu sullo stato delle città 2010-2011 e quello su Città e cambiamento climatico.

VINCITORI – Le pergamene d’onore quest’anno vengono assegnate a: Wintringham (Melbourne), organizzazione non-profit che dal 1989 provvede a fornire un letto a circa mille anziani; al Cidem (Cuba), centro di ricerca e sviluppo universitario che dal 1992 promuove incontri per far imparare alle comunità locali a costruire con materiali a basso costo; il malesiano Stormwater Management and Road Tunnel (Smart) che ha migliorato le previsioni sul traffico nelle ore di punta e in particolare durante le tempeste; la namibiana Edith Mbanga per il suo impegno per migliorare l’accessibilità ai terreni coltivabili e alle abitazioni delle popolazioni più povere; l’amministrazione comunale di Yakustk, in Russia, per aver incrementato l’abitabilità nei climi freddi siberiani; l’Austin Energy Green Building, il programma di edilizia compatibile della città texana.

IN ITALIA – Il 2 ottobre a Ravello, il 3 e il 4 a Napoli si svolgono gli eventi preparatori del World Urban Forum – che si svolgerà nel capoluogo campano dal 1° al 7 settembre del prossimo anno – in occasione della Giornata mondiale dell’habitat. Trenta sindaci provenienti da ogni angolo del mondo e in rappresentanza di tutti continenti discutono di sviluppo sostenibile, di inclusione sociale ma anche di buone pratiche relative alla rigenerazione urbana e alle politiche finanziarie.