Lilly, la Greta thailandese. A dodici anni raccoglie plastica nei canali di Bangkok. In canoa | Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Lilly, la Greta thailandese. A dodici anni raccoglie plastica nei canali di Bangkok. In canoa

La storia di Ralyn Satidtanasarn, detta Lilly, che a soli 12 anni ha ingaggiato una lotta ai sacchetti di plastica senza esclusione di colpi. Ogni venerdì, in canoa, li raccoglie nei canali di Bangkok. E va nelle scuole a sensibilizzare coetanei e coetanee

La lotta per la sostenibilità, contro la plastica e l’inquinamento e per il diritto ad un mondo più pulito e più verde ha dodici anni, si chiama Lilly, e, a bordo della sua tavola da paddle ripulisce Bangkok dalla plastica. 

LEGGI ANCHE: Hongyi: la Greta cinese che si batte per il clima. Diciassette anni e coraggio da vendere

LILLY, LA GRETA THAILANDESE

Il volto sorridente di Lilly, soprannome della piccola Ralyn Satidtanasarn, é il nuovo simbolo della generazione verde dalla  sensibilità ecologica spiccata e propositiva. Come le sue (quasi) coetanee, da Greta Thunberg a Ou Hongyi, ha deciso di impiegare il suo tempo per accendere i riflettori sulla malattia del pianeta, ammalato di rifiuti, sporcizia e plastica. A costo di saltare qualche giorno di scuola, ogni venerdì Lilly trascorre ore a raccogliere sacchetti, lattine e immondizia di ogni tipo, destreggiandosi tra canali e passaggi del reticolo di Bangkok, a bordo di una canoa.

La sua storia ha inizio quando ha soltanto 8 anni: durante una vacanza nel sud della Thailandia con i genitori rimane disgustata dalla quantità di immondizia sulla sabbia e nell’acqua. Quel turbamento scava in lei una acuta voglia di fare qualcosa per il pianeta, e così, appena cresciuta un po’, riesce addirittura a coinvolgere nel suo progetto di pulizia del paese anche una decina di ragazzi e ragazze, raccogliendo sacchi e sacchi di immondizia. 

Come Greta Thunberg, Lilly é stata capace di iniziare ad aggregare persone intorno al problema dei rifiuti e dei sacchetti di plastica, particolarmente sentito in Thailandia: ogni cittadino, secondo le statistiche, usa e getta ben otto sacchetti di plastica al giorno. Una quantità impressionante, se si pensa che gli abitanti del paese asiatico sono quasi 70 milioni. 

PER APPROFONDIRE: Greta, il nuovo simbolo del mondo che ha voglia di cambiare. La sua storia di ragazza prodigio, quando ha iniziato a combattere e dove è arrivata. Nonostante le critiche (foto)

LOTTA CONTRO LA PLASTICA BANGKOK

In effetti, uno degli ostacoli principali della lotta di Lilly sono i comportamenti individuali scorretti, che devono essere combattuti con un’adeguata opera di sensibilizzazione sull’uso dei prodotti monouso e dello smaltimento corretto dei rifiuti: Lilly parte dalle scuole, andando a parlare con i suoi coetanei e le sue coetanee, responsabilizzando le nuove generazioni. Con non pochi problemi, in un paese dove il settore petrolchimico dà lavoro a migliaia di persone, rappresentando il 5% del totale del PIL. 

Non solo: attraverso la sua pagina Facebook, con l’aiuto della sua mamma americana, attivista verde, la sua voce è riuscita a raggiungere le ambasciate e le Nazioni Unite. Come Greta,comunque, con grande determinazione, é riuscita ad avere un confronto con alcune tra le più grandi società della grande distribuzione, chiedendo, e ottendendo, la riduzione o la dismissione dei sacchetti in plastica, come nel caso di Central o  7-Eleven che si sono impegnate a usarne il meno possibile da giugno 2020.

La storia di Lilly ha fatto il giro del mondo, arrivando in Italia grazie al settimanale Venerdì di Repubblica e all’agenzia Askanews, e immediato é arrivato anche il paragone con Greta Thunberg. Lilly non pare infastidita dalla similitudine, anzi. «Greta è davvero importante per me, per quello che lei simboleggia – ha dichiarato – Lei è una ragazza che ha fatto la differenza, è stata capace di coinvolgere la gente a fare qualcosa insieme. Tuttavia, non andrò all’ONU insieme a lei, il mio posto è qua, la lotta deve esserci anche nel sud-est asiatico».

(Immagine in evidenza tratta da Ndtv.com // Photocredits Ndtv.com)

STORIE DI ATTIVISMO:

 

 

Share