Greta, la bambina che lotta contro il cambiamento climatico - Non sprecare
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Greta, il nuovo simbolo del mondo che ha voglia di cambiare. La sua storia di ragazza prodigio, quando ha iniziato a combattere e dove è arrivata. Nonostante le critiche (foto)

La sua protesta è iniziata lo scorso settembre dopo un'estate contraddistinta da un caldo sopra la media. Da allora ogni venerdì tiene uno sciopero davanti al Parlamento svedese perché: "Invece di preoccuparti del futuro dovresti provare a cambiarlo finché ancora puoi". Dalla sua iniziativa ha preso vita un movimento globale, Friday For Future, a cui hanno aderito migliaia di giovani in tutto il mondo. E il prossimo 19 aprile sarà a Roma

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Da settembre, ogni venerdì, fuori dal parlamento svedese, ci si può imbattere in una manifestante insolita. Faccia dolce e dalla tenera età, si tratta di Greta Thunberg, una sedicenne di Stoccolma che sta portando avanti una protesta affinché il proprio governo, già tra i più avanguardia al mondo a tal proposito, cominci a trattare seriamente il tema del cambiamento climatico. Per manifestare ed effettuare un vero e proprio sciopero del clima, Greta rinuncia ad andare a scuola, una scelta che spiega in modo semplice: che senso ha studiare per il nostro futuro, se il futuro rischia di non esserci?

BAMBINA SVEDESE CAMBIAMENTO CLIMATICO

Dopo mesi di attivismo questa sedicenne è riuscita a conquistare il mondo, tanto che migliaia di studenti, in 150 Paesi, hanno cominciato a scendere in piazza ogni venerdì, aderendo al #FridaysForFuture (venerdì per il futuro) proprio per chiedere maggior impegno da parte dei governi in difesa dell’ambiente. Di questo movimento Greta è diventa l’ambasciatrice  riuscendo ad essere accolta ed ascoltata dai grandi della Terra. Questo protagonismo però, come spesso accade, ha catalizzato anche una schiera di critici che, nei mesi, hanno insinuato la presenza di forze occulte alle spalle della ragazza. Per quanto ci riguarda, si tratta di una polemica davvero sterile: la capacità di unire, mobilitare e far riflettere che ha dimostrato questa giovane ragazza può avere solo un’accezione positiva, che è giusto celebrare senza inutili dietrologie.

Intanto la 16enne “pasionaria” dell’ambiente, ha annunciato che presto sarà anche a Roma per portare avanti la sua protesta. L’attivista svedese, infatti, sarà nella Capitale per partecipare alla manifestazione romane in programma il 19 aprile. Il giorno precedente sarà ricevuta dalla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, per un approfondimento sul tema clima e ambiente.

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GRETA THUNBERG

L’obiettivo dello sciopero di Greta è chiedere al governo svedese di intraprendere una seria azione nella lotta al ‘climate change’. Una battaglia che passa inevitabilmente attraverso il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi di fine 2015, al quale la Svezia ha aderito, così come l’Italia. Il trattato prevede che i Paesi riducano le emissioni di Co2 al fine di contenere l’aumento delle temperature entro 1,5-2° C rispetto all’era pre-industriale. L’impegno, nel caso venisse rispettato da tutti gli aderenti, potrebbe contribuire ad evitare gli stravolgimenti del clima che, ad esempio, questa estate hanno portato in Svezia un caldo eccessivo. E proprio quest’afa, lo scorso settembre, ha spinto Greta ad iniziare la protesta.

SALVARE IL PIANETA DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Da allora, questa giovane svedese ha attratto non poche attenzioni, tanto che il settimanale statunitense Time, lo scorso 10 dicembre, l’ha inserita tra i 25 teenager più influenti al mondo. Il riconoscimento è arrivato dopo mesi di incontri e viaggi che hanno portato Greta in diverse parti del mondo per far sentire la propria voce. Ad ottobre, ad esempio, ha parlato di fronte a 10mila persone in occasione di una dimostrazione sui cambiamenti climatici a Helsinki, in Finlandia. “Invece di preoccuparti del futuro – ha dichiarato dopo aver parlato della sua esperienza – dovresti provare a cambiarlo finché puoi ancora“. Il suo intervento più famoso, però, è sicuramente quello che ha tenuto in Polonia, durante la Conferenza mondiale sul clima Cop24 a Katowice. In quell’occasione ha spiegato che spesso: “Sono le sofferenze dei molti a pagare per il lusso dei pochi. Nel 2078 festeggerò i miei 75 anni. Forse, se avrò figli, loro mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non avete agito quando ancora potevate farlo”.

GRETA THUNBERG PARLAMENTO EUROPEO

In questi mesi è riuscita anche a portare la causa a Bruxelles, nel cuore dell’Europa. Lo scorso febbraio, infatti, ha parlando all’evento “rEUnaissance“, davanti al presidente della Commissione, Claude Juncker. Alla massima autorità comunitaria, la sedicenne svedese ha ricordato la necessità di smettere di “agire come bambini viziati irresponsabili”. È ora, secondo la giovane attivista, che l’Europa si impegni ad ascoltare la comunità scientifica, garantendo che siano drasticamente ridotte le emissioni al fine di mantenere l’aumento del riscaldamento globale sotto i 1,5 gradi centigradi.

FRIDAYFORFUTURE

Da quanto Greta ha cominciato la sua protesta, anche grazie ai social network, migliaia di giovani in tutto il mondo hanno seguito il suo esempio. Così è nato un vero e proprio movimento globale che, utilizzando gli hashtag #FridayForFuture, #SchoolsStrike4Climate, #ClimateStrike, ogni venerdì si organizza per reclamare concrete iniziative a difesa dell’ambiente. Dal 30 novembre ad oggi, sono state decine le manifestazioni che hanno preso vita in diverse città del mondo. In molti Paesi, come Australia, Svizzera, Germania e Inghilterra, sono nati dei veri e propri comitati che contribuiscono a radunare i giovani per i venerdì di protesta. In una di queste manifestazioni, che si è svolta a Bruxelles, sono scesi in piazza ben 35mila studenti. Una dimostrazione di forza che ha portato alle dimissioni del  ministro dell’ambiente belga Joke Schauvliege, che nei giorni precedenti aveva dichiarato che secondo lui i ragazzi erano manipolati da poteri oscuri, con l’intento di portare avanti una cospirazione nei suoi confronti. In realtà si trattava della legittima voglia dei più giovani di lottare per ciò che gli aspetta: un futuro sostenibile, un tema che troppo spesso viene snobbato da chi ha il compito di governare.

GRETA THUNBERG SINDROME DI ASPERGER

Fin dai primi momenti di celebrità Greta ha voluto far sapere al mondo di essere affetta dalla affetta di sindrome di Asperger. Una malattia faticosa ma che le ha permesso essere quello che è oggi: “Senza la mia diagnosi – ha spiegato in una recente intervista – non avrei mai iniziato gli scioperi. Abbiamo bisogno di persone che ragionino fuori dagli schemi e dobbiamo iniziare a prenderci cura l’uno dell’altro. E ad abbracciare le differenze”. A tal proposito ha voluto sottolineare come l’autismo non sia “un dono”, bensì  “una lotta senza fine contro scuole, posti di lavoro e bullismo. Ma nelle giuste circostanze, può diventare superpotere”. Proprio come nel suo caso.

Le foto sono tratte dalla pagina Instagram di Greta Thunberg

LE PICCOLE E GRANDI BATTAGLIE PER SALVARE IL PIANETA