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L’autista salva vita

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TORINO
In Olanda, in Spagna, in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Australia sono ormai diventati un cult. Gli scooter man sono considerati gli angeli custodi dei frequentatori notturni delle discoteche. Che quando escono dai locali dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, si ritrovano a dover decidere se guidare e sfidare i controlli antialcool, perdere punti o addirittura la patente, oppure farsi accompagnare in macchina da qualcuno.

Gli scooter man raggiungono i locali da cui vengono chiamati con il loro piccolo ciclomotore che puo’ essere ripiegato alle dimensioni di una valigia, lo ripongono nel bagagliaio dell’auto del loro cliente e lo accompagnano a casa in tutta sicurezza. Poi tornano su due ruote alla loro base. Adesso e’ cosi’ anche a Torino. Soprattutto nei fine settimana.

Carlotta Fabietti, 40 anni, torinese doc, fino a 10 anni fa titolare della libreria Il Gorilla di Porta Susa, ha importato l’idea e ha cominciato a lavorare nelle serate della movida sotto la collina. La sua ditta, Yo-Yo, e’ operativa da febbraio.

Spiega: E’ stato grazie allo sportello Mip della Provincia se sono riuscita a realizzare tutto in tempi brevi. E’ vero anche che gli esigui investimenti iniziali sono riuscita a sostenerli da sola.
In questo mese ha realizzato una ventina di trasporti, ma le chiamate sono state molte di piu’. In qualche caso ho accompagnato a casa gente che conoscevo, ma sono state tante anche le chiamate andate a vuoto, ammette.

Gia’, perche’ Carlotta deve affrontare tutti i problemi legati al fatto di essere la prima, almeno a Torino – qualche esperimento era stato fatto l’estate scorsa sulla riviera romagnola – ad offrire un servizio del genere. In primo luogo la difficolta’ di fidelizzare i clienti e farsi conoscere. Quando parlo di cio’ che offro – racconta Carlotta – ottengo un grande consenso soprattutto dai titolari delle discoteche e dei ristoranti. Loro sponsorizzano l’idea e qualche loro cliente mi contatta. Capita pero’, che quando si tratta di darmi le chiavi per guidare fino a casa, ci ripensano. E’ un tabu’ culturale: “la mia auto non la guida nessuno”, mi dicono. E, soprattutto gli uomini, aggiungono di riuscire a guidare perfettamente anche da ubriachi.

Non meno importante, Carlotta deve affrontare una carenza legislativa del codice della strada che regoli il suo specifico lavoro, come avviene gia’ per altri settori della categoria Trasporti. Mancano proprio le leggi che tutelino, almeno da un punto di vista assicurativo, chi svolge un lavoro da autista come quello che faccio io. E’ un problema che compete la sicurezza stradale e le assicurazioni. In questo senso sto collaborando con l’Ania Fondazione per la sicurezza stradale per capire come evitare che, nelle professioni come quella che svolgo io, eventuali danni non pesino sulle assicurazioni del proprietario del mezzo. Succede, infatti, che qualcuno rifiuti il mio servizio, per paura di pagare in caso di incidente mentre guido io.

Yo-Yo, perche’ questo nome? Su e giu’ per la citta’ scherza Carlotta, e’ attivo ventiquattr’ore su ventiquattro. Di giorno, gli scooter man torinesi, la donna e i suoi 4 collaboratori, hanno ricevuto chiamate soprattutto da persone anziane.

Uomini e donne che hanno l’auto e che, perche’ non si sentono bene, o hanno problemi di vista, desiderano fare comunque le commissioni con la propria auto. In questo senso – rivela – stiamo cercando di collaborare con qualche associazione per offrire servizi a costi piu’ ridotti per le fasce deboli.

Nella progettazione dell’azienda ha adottato tecnologia italiana. Lo scooter Di Blasi, unico nel suo genere, e’ di fabbricazione italiana. La ditta che gestisce il mio numero verde, invece, e’ toscana e sta sperimentando una tecnologia che supporta le chiamate sul cellulare e non su un numero fisso. Questo mi permette di essere sempre rintracciabile.

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