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La carestia in Africa: quando i poveri hanno ragione

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Giulio Albanese

 Mentre i Grandi della Terra seguono con grande apprensione l’evolversi della crisi che attanaglia i mercati finanziari di mezzo mondo, nel Corno d’Africa si continua a morire. Lunedì scorso le Nazioni Unite hanno fatto sapere che l’emergenza umanitaria in Somalia sta ormai interessando anche la regione meridionale di Bay. Si parla di almeno altre 750mila persone a rischio di morte per inedia e pandemie. Un popolo ridotto allo stremo che si va a aggiungere agli oltre 12 milioni di uomini e di donne a gravissimo rischio di denutrizione letale nell’intera regione. Da rilevare che la zona di Bay è sotto il controllo degli al-Shabaab, le famigerate formazioni jihadiste che da tempo seminano morte e distruzione, opponendosi strenuamente al governo federale di transizione insediato nella capitale, Mogadiscio. Di fronte a questo scenario apocalittico, è davvero raccapricciante pensare che la sofferenza di così tanta gente innocente sia paradossalmente finita nel dimenticatoio anche a causa del disinteresse – a parte qualche significativa eccezione – del sistema dei mass media, soprattutto qui in Italia. Giornali, radio e tv sono così preoccupati di raccontare i saliscendi dei listini di borsa e il faticoso definirsi della manovra finanziaria aggiuntiva da 45 miliardi di euro da non trovare spazio per l’immane tragedia umana che si sta consumando in terra