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Italia Nostra, il decalogo 2012 per vivere meglio, consumando meno e proteggendo l’ambiente

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Si interessano di leggi e decreti, osservano il territorio, monitorano le attività nazionali, ma anche quelle di comuni, province, imprese e privati cittadini. Italia Nostra è forse la più importante e nota tra queste realtà: un’associazione battagliera che ultimamente è salita alla ribalta per aver impugnato di fronte al TAR il progetto di costruzione del Parco Eolico in Basilicata.

 

E non è una questione di opposizione tout court verso le energie rinnovabili o lo sviluppo tecnologico, ma piuttosto uno stimolo a renderci coscienti che anche queste installazioni – eoliche, idroelettriche, fotovoltaiche, termodinamiche, industriali – devono avere i loro luoghi “eletti”. Centrali energetiche non possono nascere a ridosso di parchi archeologici ed aree verdi protette; industrie e discariche non possono incidere sulla salute di persone ed ambiente senza le dovute accortezze. Deve germogliare una coscienza per la quale il progresso non debba mai essere “ad ogni costo”.

 

Sul sito web www.italianostra.org è stata pubblicata una lettera a firma di Alessandra Mottola Molfino, la presidente nazionale di Italia Nostra, che apre alla difficile sfida che tutti ci auspichiamo: abbandonare quel modello di crescita economica e mercantile che ci ha portato a questa gravissima crisi e convincerci a riconoscere nel nostro immenso patrimonio culturale e paesaggistico il vero nuovo motore di sviluppo dell’Italia. L’investimento di risorse umane e finanziarie nella cultura e nelle attività culturali, nella manutenzione del territorio e del patrimonio monumentale e artistico, possono trasformare l’Italia in un Paese all’avanguardia nell’economia della conoscenza e della creatività. L’invito di Italia Nostra verso la società è quello all’apertura di un laboratorio vivo di sviluppo alternativo in cui si rilanci uno stile di vita sobrio e consapevole.

 

Ne scaturisce un vero e proprio decalogo che può aiutarci a riflettere e che riportiamo di seguito:

 

1. Unirsi per proteggere/difendere i beni comuni: il paesaggio e il patrimonio culturale

2. Fare volontariato: per ritrovare le relazioni con gli altri

3. Ritrovare il tempo per riflessione e lentezza: non usare l’automobile privata; utilizzare il trasporto pubblico, chiedendone la massima efficienza e combustibili ecologici

4. Improntare l’economia propria e generale alla sobrietà, all’”economia dell’abbastanza”

5. Uscire dal consumismo compulsivo: consumare meno

6. Anche mangiare è diventato un “atto politico”: scegliere prodotti senza trasporto; dare priorità ai circuiti brevi di distribuzione; acquistare direttamente dai produttori agricoli locali prodotti di stagione e di provenienza locale/nazionale

7. Risparmiare energia in ogni nostro atto quotidiano; favorire la micro generazione di energie rinnovabili

8. Ridurre la produzione di rifiuti solidi; non comprare più prodotti e cibi imballati nella plastica

9. Imparare a conservare con cura i terreni fertili, i cereali vitali, l’acqua pulita, l’aria non inquinata. Reintrodurre gli orti urbani, l’agricoltura di prossimità e di qualità

10. Valorizzare il tempo libero, il lavoro sostenibile e le relazioni sociali e… gli amici sui quali si può contare.

 

Non serve essere soci di Italia Nostra per comprendere l’utilità di questi suggerimenti che ci appaiono ingredienti perfetti della nostra ricetta in continua elaborazione dedicata al Saper Vivere.

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