Fortezza, la virtù del coraggio per vincere la paura - Non sprecare
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Fortezza, la virtù del coraggio per vincere la paura. Preziosa in tempi di pandemia

Un coraggio che non significa azzardo, ma lucida energia. Anche spirituale. E disobbedienza al nostro cieco e ottuso egoismo

La fortezza è la virtù del coraggio. Un’energia fisica, ma innanzitutto spirituale che ci consente di affrontare il saliscendi della vita, gli imprevisti e le avversità. Il dolore e l’incertezza. La paura. Mai come in questo momento abbiamo di bisogno di dare spazio alla fortezza, di espanderla e diffonderla per usarla come un anticorpo psicologico contro il virus della paura seminata dalla pandemia. Un virus che paralizza e le nostre vite e le lascia in un tempo di infinita sospensione, laddove abbiamo bisogno di azione e non di un’inerte preoccupazione.

FORTEZZA

Il coraggio evocato dalla fortezza non è azzardo (chi sfida i pericoli del contagio, per esempio, non è una persona coraggiosa, ma semplicemente irresponsabile), ma certo comprende una componente di rischio da assumersi. Il don Abbondio manzoniano, il piccolo pretùcolo che parla del coraggio come di qualcosa che «se non ce l’hai mica te lo puoi dare», è in agguato dentro di noi. L’indifferenza nasce da questo vuoto: non riconosci la virtù della fortezza, non senti il desiderio di guardarti allo specchio ed esprimere il tuo coraggio, e allora ti ritiri. Perché intervenire? Perché rischiare? Perché, per esempio, prendersi cura di altri? Il passo verso l’indifferenza, la mancanza di senso civico, di senso della comunità, diventa  molto corto.

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VIRTÙ FORTEZZA

Nella sua radicalità la fortezza, indice di anticonformismo,  è anche un esercizio di equilibrio. Se il vigliacco si paralizza per effetto della paura, non reagisce neanche con lo sguardo dell’indignazione, il temerario porta la sfida, con gli altri e con se stesso, oltre il limite, e si autocondanna a una sconfitta certa. Il coraggioso invece non ha paura della paura, sa affrontarla con la giusta e lucida energia della fortezza e riesce e a vincerla. Diceva Aristotele: il coraggio è una via di mezzo tra la viltà e l’audacia. Un punto di equilibrio che prende atto dei limiti umani, ma allo stesso tempo riconosce anche le nostre potenzialità e cerca di sprigionarle.

ESSERE FORTI

Nei grandi momenti della Storia, come nei piccoli ma decisivi momenti delle nostre storie, è sempre stato necessario vincere la paura. Grazie alla fortezza, al coraggio di milioni di uomini e donne, di una parte decisiva di classe dirigente, il nazismo è stato sconfitto e l’Europa ha finalmente conosciuto la più lunga stagione di pace della sua  storia, quella dove ancora oggi ci troviamo. E sarà la fortezza a farci fare il passo avanti successivo, verso gli Stati Uniti d’Europa, dei quali sentiamo la necessità e l’utilità essenziale nel mondo globale. Pena la nostra irrilevanza.

FORTEZZA PER VINCERE LA PAURA

Così nelle vite individuali. Un amore ha tanti alti e bassi, punti di crisi sul filo della rottura, paure che si moltiplicano fino al distacco dall’altro.  Ma è qui che diventa decisiva la fortezza, virtù da non sprecare. Il coraggio di riconoscere le ragioni della persona che si ama, di essere consapevoli di quanto la sua presenza, con tutti i suoi difetti, sia determinante nella nostra vita. E di come per salvarci abbiamo bisogno di disobbedire al nostro ottuso e cieco egoismo.

GLI INGREDIENTI DELLA FELICITÁ:

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