L'importanza della costanza nell'affrontare la vita - Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

La costanza è decisiva per vincere nell’amore come sul lavoro. Un esercizio di sana disciplina

Un esempio per tutti: i problemi complessi vanno scomposti e affrontati uno alla volta. I risultati della costanza sono importanti nella vita privata e in quella sociale. Guai solo a essere costanti nel ripetere sempre gli stessi errori

A guardare come alcune persone, con la spinta vincente della costanza, riescono a risolvere problemi e centrare traguardi, in modo del tutto naturale, viene quasi voglia di essere invidiosi. Plutarco arrivava a definire la costanza più efficace e più forte della violenza, per raggiungere un traguardo,  e suggeriva una metodo per applicarla giorno dopo giorno. Il metodo della scomposizione. Ovvero, di fronte a problemi complessi, a cose che «unite sembrano indomabili e irrisolvibili» (sono parole di Plutarco), serve l’arma della costanza. Affrontarle «poco per volta», fino a quando «cedono».

IMPORTANZA DELLA COSTANZA

La perseveranza, in fondo, è un sinonimo di una parola chiave nella vita: metodo. Senza il quale possiamo sprecare tutto e di tutto, comprese le migliori qualità, i migliori talenti che ci appartengono dalla nascita, ma non per questo ci assicurano una piena realizzazione della vita. La costanza è auto-disciplina, dunque consapevolezza e senso della misura. Anche per frenare un istintiva ricerca di anarchia della quale tutti, prima o poi, abbiamo voglia nella nostra vita.

LEGGI ANCHE: L’altruismo ci aiuta a riscoprire il valore della comunità, rendendoci più forti. E allunga la vita

ALLENARE LA COSTANZA

Nella costanza più che il risultato, sempre all’orizzonte, conta il ritmo, una dedizione con la quale portiamo avanti il nostro progetto. Pronti a scavalcare montagne  di ostacoli, ad avere slanci laddove le forze tendono a diminuire, a riprenderci, a ricominciare, quando siamo caduti. La costanza è una goccia che, in quanto distillata a piccole dosi, non può e non deve sfinirci.

I risultati sono incredibili, e mai come in questo caso trova fondamento il principio popolare in base al quale «il gioco deve valere la candela». È la costanza, per esempio, che fa vincere in amore. Quasi mai la conquista è istantanea, frutto del classico colpo di fulmine, molto facile e ricorrente in letteratura oppure a cinema, ma davvero raro nella vita reale. In fondo, il corteggiamento è un avvicinarsi, con perseveranza, al mondo dell’altro, ai suoi angoli, anche alle sue sfumature. Fino a sedurre la persona che stiamo, con costanza, rincorrendo.

Stesso discorso nella vita sociale. Non si si vive di rendita, né con gli amici, né con i rapporti che abbiamo con gli altri, dai vicini alle persone con le quali condividiamo esperienze e avventure. Questi rapporti vanno coltivati, con la molla della costanza, tenuti in ordine, aggiornati. E solo allora potranno funzionare anche attraverso alcuni automatismi. Solo un vero amico, radicato nell’affetto che vi lega, potrete non sentirlo per anni, rivederlo improvvisamente e sentirvi con lui come se nulla fosse, come se tra di voi non ci fosse mai stata una pausa  nella frequentazione. È la costanza nelle relazioni, condita con la pazienza e con il buonsenso, che vaccina contro il virus delle liti di condominio.

DISCIPLINA E FORZA DI VOLONTÀ

E senza la costanza i vostri sforzi di crescita, anche in termini di formazione, sul lavoro e per il lavoro, rischiano di evaporare. Nel lavoro serve tenacia, nulla a che vedere con la violenza o con la mancanza di rispetto nei confronti dell’altro. Serve energia, da non sprecare e da non disperdere, sapendo che più una crescita professionale è graduale, più sarà solida. Con le scorciatoie non si arriva mai lontano e quasi sempre si inciampa. Ed è appoggiandosi alla colonna della costanza che si trova la fermezza necessaria quando la nostra schiena, di fronte alle sirene del compromesso opaco, deve restare dritta. Non scomporsi, e rispondere alla voce più intima e profonda, quella della coscienza.

Infine, la costanza è da evitare davvero solo in un caso: nella riproposizione degli errori. I latini erano molto chiari in proposito, e dicevano: Errare humanum est, perserverare autem diabolicum. Ovvero: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Una diabolica e reiterata costanza.

FORZA DELLA COSTANZA 

Al contrario, la costanza è una chiave per vivere meglio in famiglia, nella sfera degli affetti privati, e nella dimensione sociale, a partire dal lavoro. La costanza è una garanzia di perseveranza nella conquista, di un’amicizia o di un amore, e di stabilità nel difendere questo sentimento, la sua potenza, anche nei momenti di maggiore turbolenza. Guardate alla vita delle coppie. Fidanzati, coniugi, compagni di vita. Senza la costanza, l’implosione, prima o poi, arriva. Senza la costanza, manca il riparo dalle onde dell’erosione del tempo e del relativo raffreddamento delle passioni. Ed è solo con la costanza che il nostro amore si può trasformare in qualcosa di diverso nel suo modo di manifestarsi. Meno fisicità, ma più attenzione per l’altro. Meno desiderio da batticuore, ma più voglia di prendersi cura. Quanto basta per andare lontano e guardare lontano. Così, nel lavoro la costanza è ciò che i latini definivano gutta cavat lapidem, la goccia che scava anche la pietra. Non serve solo per fare carriera, per guadagnare posizioni nella scala gerarchica di un’azienda: è preziosa laddove aiuta ad assorbire con serenità la durezza di un lavoro con rari intervalli. È la costanza che consente di ripetere lo stesso esercizio, anche mentale. Cercando di farlo sempre meglio.

PICCOLI GESTI, GRANDI VANTAGGI:

Shares