Tacere significa ascoltare. Plutarco ricordava che l’uomo non a caso ha una bocca e due orecchie. Dobbiamo ascoltare più di quanto parliamo. Talvolta a vanvera. Oggi il narcisismo e l’idea di sentirsi al centro dell’universo spingono le persone a fare il contrario.
Parlare troppo annoia. Fateci caso: le persone che hanno davvero qualcosa da dire sono quelle fornite del dono della sintesi. Non straparlano, e danno valore alle parole. Inoltre, riconoscono la reciprocità di un dialogo, e l’inutilità, se non a teatro, dei monologhi.
L’intelligenza non si mostra. L’intelligenza non ha bisogno di stare in vetrina, il suo involucro è la sobrietà. E l’intelligenza non si traduce nell’idea, del tutto infondata, di avere pensieri superiori. Partiamo dal basso: siamo tutti nella media. Se non al di sotto.
La stupidità nascosta. E invece la stupidità prova a nascondersi dietro l’angolo delle parole in abbondanza. Sforzo inutile: chi è stupido, più parla e più appare come tale.
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