In pratica il letame contiene i principali elementi nutritivi ma anche microelementi utili, e apporta contemporaneamente:
- Macronutrienti principali: azoto (N), fosforo (P), potassio (K)
- Secondari: calcio, magnesio, zolfo
- Microelementi: ferro, zinco, rame, manganese, boro (in piccole quantità)
A differenza dei concimi chimici, li rilascia lentamente, evitando eccessi.
Migliora la struttura del suolo
Rende il terreno più soffice e lavorabile, favorendo sia i suoli troppo compatti (argillosi) sia quelli troppo sciolti (sabbiosi).
Quando il letame si decompone, si trasforma in humus.
L’humus lega le particelle di terreno formando piccoli “grumi”:
- nei terreni argillosi → li rende meno compatti
- nei terreni sabbiosi → li rende più coerenti
Aumenta la fertilità biologica
Il letame è ricco di sostanza organica e microrganismi che stimolano la vita del suolo, fondamentale per piante sane.
Il letame è ricco di sostanza organica:
- batteri
- funghi
- attinomiceti
Questi organismi la decompongono e si moltiplicano.
Migliora la ritenzione idrica
Il letame aiuta il terreno a trattenere acqua, riducendo lo stress idrico delle piante.
Non trattiene solo l’acqua, ma la cede gradualmente:
- le radici possono assorbirla nel tempo
- si evitano sbalzi “troppo bagnato → troppo secco”
In questo modo le piante soffrono meno nei periodi di siccità
Ha un effetto duraturo
Il letame non agisce solo nell’immediato: i suoi benefici si vedono nel tempo, migliorando progressivamente il terreno.
La sostanza organica del letame viene degradata poco alla volta da microrganismi:
- i nutrienti non si liberano tutti insieme
- vengono rilasciati gradualmente per mesi (a volte anni)
Le piante ricevono nutrimento continuo, non “a picchi”.
Ma come si usa il letame come concime naturale? Quali sono le dosi da rispettare?
- La prima regola è non usare mai il letame fresco direttamente sulle piante.
- Il letame deve essere ben decomposto (scuro, senza cattivo odore forte, consistenza friabile): quello fresco può “bruciare” le radici e trasmettere patogeni.
- I periodi migliori sono l’autunno, la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
- Bisogna spargerlo sul terreno in modo uniforme, e la dose indicativa, nell’orto e in aperta campagna, è di 3-5 chilogrammi per metro quadrato.
- Nei vasi va invece mescolato in una percentuale pari al 10-20 per cento del terriccio.
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