Questo sito contribuisce all'audience di

Il cassonetto “intelligente”

di Posted on
Condivisioni

E’ PARTITO dall’Emilia Romagna l’ambizioso progetto della multiutility italiana Hera ideato per rivoluzionare il sistema di raccolta differenziata. Come? Attraverso la realizzazione di "cassonetti intelligenti" tecnologicamente avanzati, nati per sondare le abitudini dei consumatori, ma soprattutto per intercettare i Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). L’obiettivo sarà raddoppiarne la raccolta e tracciarne  il completo ciclo, fino al recupero o al trattamento finale. Dopo Spilamberto, in provincia di Modena, sarà il turno di Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo.

Un progetto unico in Europa, per un totale di 3,5 milioni di euro, co-finanziati dalla UE all’interno del programma "LIFE + Politica e governance ambientali", per mettere in pratica le nuove regole stabilite da Strasburgo – annunciate lo scorso 19 gennaio – sulla gestione dei rifiuti elettronici. Un’occasione per l’Italia, soprattutto dopo la condanna della Corte dei Diritti dell’Uomo per la mala gestione della spazzatura in Campania. Il  test ha coinvolto inizialmente 2000 cittadini (a partire dallo scorso novembre) per poi allargarsi all’intera popolazione di Spilamberto con l’obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata sul territorio comunale, senza incidere sui costi del servizio.

Prima di iniziare la sperimentazione alcuni "assistenti ambientali" hanno consegnato ai vari nuclei familiari dei kit- per le utenze domestiche e non- contenenti anche due tessere, spiegando l’iter da fare quando si va a buttare

la spazzatura: "Basta premere il pulsante situato sul lato anteriore del cassonetto e poggiare la scheda sul lettore immediatamente accanto". Grazie a questi ‘badge’,  i cassonetti  intelligenti, muniti appunto di un display con semplice interfaccia, saranno in grado di riconoscere il cittadino che getta i rifiuti e mappare le sue abitudini sulla raccolta differenziata. In sostanza: senza tessera i macchinari non si aprono, esattamente come quando ci si reca al bancomat. E chi non possiede la scheda, perché turista ad esempio? "Ci sono i cassonetti aperti lungo le vie e nelle aree picnic", ha spiegato, dando il via al progetto, il Sindaco di Spilamberto, Francesco Lamandini. E sarà quello che succederà anche a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo.

L’esperimento, che avrà durata quadriennale, vuole tracciare un identikit del rifiuto, garantendo così la trasparenza dell’intero processo di gestione e determinando l’esatto quantitativo di Raee che ancora oggi, in Italia, rappresenta quasi la metà della raccolta. Si tratterà di una quarantina di nuovi contenitori stradali studiati da Hera e dedicati al recupero di piccoli elettrodomestici, cellulari e di lampade a basso consumo. Altro obiettivo: aumentare il recupero di materiali come ferro, alluminio, vetro, plastica, o come il tungsteno e il palladio contenuti ancora nei Raee e che di conseguenza possono essere riutilizzati nei cicli produttivi. Per aiutare il cittadino nella gestione della raccolta dei grandi elettrodomestici (come televisori e computer) saranno disponiobili anche contenitori "tech" nei negozi e presso i maggiori centri commerciali. Speciali camion dotati di sensori penseranno poi a svuotare i "cassonetti intelligenti" pesando il carico di immondizia al loro interno. Così, giunti negli impianti di smaltimento o recupero, sarà possibile sapere il quantitativo esatto di ogni materiale presente in un determinato contenitore.

Un sistema simile lo sta già sperimentando la città di Trento con "Isola": si tratta in questo caso di un macchinario con un dispositivo interrato di raccolta con compattazione, formato da otto contenitori: quando uno di questi sta per raggiungere il livello limite, la stessa macchina lancia un segnale alla centrale che provvede a svuotarlo.  

Ed un altro esperimento sulla raccolta differenziata riguarda Firenze. Le società Quadrifoglio, Safi e la stessa Hera, hanno realizzato, fino ad ora solo per alcune zone della città, cassonetti con chiave elettronica personalizzata contenente i dati di ogni famiglia lì residente. Al coperchio tradizionale è stata applicata una calotta in acciaio, ma con un limite: il vano può contenere un massimo di 15 litri.

Tornando all’Emilia Romagna, il progetto, che prende il nome di Identis Weee (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee),  è il frutto di un gemellaggio con Spagna e Romania. Saranno  infatti Saragozza e Bucarest le città che parteciperanno entro quest’anno alla sperimentazione insieme all’Italia, secondo un programma che si svilupperà per fasi. Dopo il monitoraggio si entrerà nella fase di catalogazione dei dati relativi alla raccolta e al recupero (entro la fine del 2014), per poi passare ai dati conclusivi del progetto nel 2015.

Ma la multiutility non si è fermata qui e, cassonetti a parte, ha sviluppato un’app gratuita, "il Rifiutologo", per chiunque  si trovi nei territori di Bologna, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Ferrara, Modena o Imola, e abbia dubbi sulle modalità di smaltimento della spazzatura. E’ in sostanza una guida, scaricabile su App Store o su Android Market, che ci indica in quale contenitore gettare le diverse tipologie di rifiuti, seganalando la stazione ecologica più vicina e offrendo informazioni sugli orari d’apertura. E "se non trovi il materiale che devi smaltire- si legge- segnalacelo, contribuirai al miglioramento di questa guida".