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Il bus a Roma costerà di più: ma era proprio il momento?

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Venerdì 25 maggio scatta l’aumento del biglietto: i mezzi pubblici di Roma costeranno di più. Da 1 a 1,50 euro a viaggio, assieme a una serie di altri provvedimenti: la cancellazione degli abbonamenti mensili, la diminuzione delle agevolazioni per anziani, disoccupati e invalidi, i tagli alle linee meno frequentate. Ai romani però le novità non sono esattamente piaciute, e domani alle 13 è prevista una mobilitazione pubblica contro le nuove tariffe previste dall’Atac, l’azienda d trasporto pubblico del Comune di Roma. Il passaparola è avvenuto con volantini e lo scontento da tempo circola in Rete, con lo slogan «Atac non ti pago!».

Nel comunicato diffuso dal comitato si legge: "Noi non ci stiamo. In una città dove il traffico ci uccide, saremo sempre più costretti ad andare al lavoro in macchina, mentre aumenta il costo della benzina. Non vogliamo pagare per un servizio scadente. Non vogliamo pagare i debiti accumulati per la mala gestione e per i loro stipendi milionari! Vogliamo il ritiro del piano aziendale e il blocco dei licenziamenti. Vogliamo fermare la privatizzazione di Atac. Vogliamo un trasporto pubblico per tutti e tutte, sia di giorno che di notte, che costi poco (o perché no che sia gratuito), che assicuri i diritti dei lavoratori, che renda lo spostamento in città non uno stress o un privilegio per alcuni, ma un servizio garantito ed efficiente".

Intanto, come si legge dal sito del Corriere della Sera, è tempo di voti. Sono quelli dell’Agenzia per il controllo dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, che ha presentato il rapporto annuale: in sintesi, metro meglio di bus e tram, anche se permangono i problemi di sovraffollamento e scarsa puntualità. Così, mentre prosegue la caccia gli ultimi biglietti da 1 euro, utilizzabili fino al 31 luglio, e mentre i romani continuano a fare i conti con ritardi, lentezza e sovraffollamentoNon Sprecare si chiede se questo era davvero il momento buono per alzare il prezzo del trasporto pubblico.