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Giappone, la svolta del premier: pensiamo a un futuro senza nucleare

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TOKYO – Il premier giapponese Naoto Kan ha dichiarato che il Giappone deve ridurre la propria dipendenza dell’energia nucleare e puntare verso una società in grado di farne a meno. Tenuto conto della gravità dell’incidente di Fukushima, "non si può più sostenere che la politica condotta fino ad oggi garantisca la sicurezza dello sfruttamento dell’energia nucleare. Dobbiamo concepire una società che possa farne a meno", ha spiegato Kan in conferenza stampa.

"Riduzione a favore delle energie rinnovabili". Secondo il leader del governo nipponico è necessario rivedere i fondamentali della politica energetica del paese che, prima dell’incidente alla centrale nucleare, prevedeva un aumento della quota di elettricità fornita dal nucleare fino al 50% entro il 2030 – contro il 30% nel 2010. Kan è a favore di una "riduzione progressiva" della quota nucleare a favore delle energie rinnovabili, solare, eolico e da biomassa, con l’obiettivo finale di un abbandono completo del nucleare.

In Giappone sono presenti attualmente 54 reattori, di cui solo 19 in funzione: gli altri 35 sono fermi, alcuni a causa del terremoto, altri per manutenzione. Un blocco che, ha spiegato il premier, assicura comunque una produzione energetica sufficiente sia per per l’estate sia per l’inverno. Prima di essere riavviati il governo ha imposto nuovi e severi test di resistenza ad eventi catastrofici naturali. Il dibattito su una legge quadro sulle energie rinnovabili dovrebbe cominciare domani in parlamento.