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Funzionamento dei treni in Italia, così Trenitalia crea il mostro di un Paese diviso tra ricchi e poveri

I treni dell’Alta velocità, i più costosi e circoscritti ad alcune zone, offrono un buon servizio. I regionali, che la società definisce spudoratamente “veloci”, accumulano sempre ritardi. Anche di ore. Come in questo caso che raccontiamo…

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FUNZIONAMENTO DEI TRENI IN ITALIA –

Sono un viaggiatore frequente, come si dice in gergo, delle Ferrovie dello Stato. Salgo e scendo dai treni in continuazione, quasi sempre per lavoro ma anche quando viaggio per motivi personali, e non posso che ammirare, dopo tanti anni di ritardi nel completamento del progetto, il servizio dell’Alta velocità sull’asse Napoli-Milano, e ritorno. Ne sono talmente convinto che non ho mai viaggiato, da Roma a Milano e viceversa, con la società concorrente di Trenitalia, cioè Italo.

SITUAZIONE TRENI REGIONALI IN ITALIA –

Credo, quindi, di avere qualche competenza in materia per poter dire che, a fronte di un servizio di buona qualità per l’Alta velocità (dove i biglietti sono, ovviamente, molto più cari e riservati a un certo tipo di clientela), quello dei treni regionali, in particolare nell’area di Roma e nelle regioni meridionali, è semplicemente vergognoso. Anzi: mostruoso. E posso dirlo per l’ennesima esperienza che ho fatto, in prima persona, su uno di questi treni che Trenitalia ha la spudoratezza di chiamare «regionale veloce». Mentre sono treni lenti, lentissimi e quasi sempre con enormi ritardi.

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IL CASO DEL REGIONALE VELOCE ROMA/ORTE –

Venerdì 1 luglio ero sul treno «regionale veloce», diretto da Roma a Orte: un percorso di mezz’ora, durato invece quasi due ore. Un guasto? Un’emergenza? Un grave incidente sulla linea? No, ecco la vergogna: questa è la regola del «treno regionale veloce» di Trenitalia, ovvero un ritardo enorme e quotidiano. Un giorno perché c’è un problema sulla linea, un’altra volta perché è stato ritardato l’allestimento del treno, oppure si è dovuto dare una singolare precedenza ai mezzi dell’Alta velocità, e un’altra volta ancora per il solito inconveniente al sistema di sicurezza. Ogni santo giorno lo stesso calvario. Se ti va bene, te la cavi con un ritardo, se ti va male il treno «regionale veloce» finisce sulla vecchia linea e ci resti intrappolato, tra una folla di viaggiatori ormai rassegnati e impotenti, con l’aria condizionata che funziona poco e male, per ore. Ore, per un viaggio che dovrebbe, sulla carta, durare trenta minuti.

ALTA VELOCITA’ E TRENI REGIONALI IN ITALIA –

La cosa più odiosa di questo racconto, l’avete colta dall’inizio: con questo doppio livello di servizio, Alta velocità e treni regionali, Trenitalia, dove il controllo è pur sempre del governo italiano, sta semplicemente contribuendo a separare gli italiani. Ovvero a considerarli divisi in due gruppi, cittadini di serie A e di serie B. Ricchi e poveri. Privilegiati e vittime del sistema Paese che fa acqua da tutte le parti. Signori che vanno a fare il fine settimana nelle isole e disgraziati pendolari che provano a tornare a casa. Dirigenti che hanno il super biglietto business pagato dalla società dove lavorano, e poveri Cristo che fanno fatica ad arrivare a fine mese anche per il costo dei trasporti (pubblici e privati). Due mondi, due Italia, due società, che si parlano sempre meno e, anche grazie a queste discriminazioni ferroviarie, rischiano di allontanarsi sempre di più una dall’altra.

LE GIUSTIFICAZIONI DI TRENITALIA –

Ovviamente Trenitalia può tirare fuori tante e solite scuse per giustificare questo scandalo, dalla scarsità di risorse per gli investimenti sulle linee meno redditizie, come alcuni treni regionali, fino a problemi che riguardano la rete più che i mezzi, e quindi altri soggetti pubblici. Sono giustificazioni che comprendiamo ma non accettiamo. Il fatto certo e intollerabile resta: in Italia viaggiare sui treni regionali e locali, a differenza dei mezzi dell’Alta Velocità, è ancora proibitivo. Direi impossibile.

(Credits immagine di copertina: EQRoy/Shutterstock.com)

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