Facciamo un pacco alla camorra - Non sprecare
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“Facciamo un pacco alla camorra” con i prodotti coltivati nelle terre confiscate

Tra le provincie di Caserta e Napoli alcune cooperative hanno dato vita a un’iniziativa natalizia che ha raccolto moltissime adesioni. La vendita dei prodotti, che sono acquistabili tutto l’anno, ha permesso di finanziare il riutilizzo sociale di un bene confiscato gestito dal Comitato don Peppe Diana

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FACCIAMO UN PACCO ALLA CAMORRA –

In Campania molto spesso la camorra “fa il pacco” ai cittadini, svilendo i prodotti di una terra meravigliosa e diffondendo un morbo letale per l’economia e la legalità dell’intera regione. Per questo motivo dal 2009 una serie di cooperative che lavorano in sinergia sui terreni confiscati tra le province di Napoli e Caserta ha deciso di invertire la tendenza e cominciare a “fare un pacco alla camorra”. L’obiettivo è raccontare con il cibo la storia di resistenza di queste terre attraverso un’iniziativa che lo scorso Natale ha raccolto moltissime adesioni. In tanti, infatti, per Natale hanno deciso di regalare un pacco con all’interno mele annurca, marmellate, noccioline tostate di Teano e tanti altri prodotti tipici di queste zone, tutti provenienti rigorosamente dai terreni confiscati e preparati all’interno di ville o case che un tempo erano state dei boss della camorra.

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Le foto sono state tratte dalla pagina Facebook dell’associazione Nuova cooperazione organizzata

COOPERATIVE TERRENI CAMORRA –

L’iniziativa ha preso forma grazie a Rete di economia sociale e al Consorzio nuova cooperazione organizzata, e ha seguito il solco tracciato dal Comitato Don Peppe Diana e dall’Associazione Libera. In questo modo il frutto del lavoro di persone svantaggiate come disabili, ex carcerati, tossicodipendenti ha arricchito i pacchi natalizi. Questa, però, è solo una delle tante iniziative che hanno permesso alle cooperative di diventare imprese sociali in grado di autofinanziarsi e rendersi autonome, nonostante mille difficoltà e le ritorsioni di cui ogni tanto sono fatte bersaglio.

INIZIATIVE CONTRO LA CAMORRA –

All’inizio il pacco era poco più di un cestino natalizio con i prodotti che venivano coltivati sui terreni confiscati, con il passare degli anni, però, l’iniziativa si è strutturata sempre di più e le cooperative sono arrivate a vendere più di diecimila pacchi per anno. Tutto il ricavato dell’iniziativa è stato destinato al riutilizzo sociale di un bene confiscato gestito dal Comitato don Peppe Diana. Quella del pacco è un’iniziativa prettamente natalizia ma i prodotti di queste cooperative sono acquistabili durante tutto l’anno. E si tratta di un acquisto non solo dall’immenso valore simbolico ma anche salutare perché sono tutti cibi tipici di queste terre coltivati esclusivamente in modo biologico.

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