Due libri per educare a vivere con più sobrietà e meno paure. | Non Sprecare
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Due libri per educare a vivere con più sobrietà e meno paure.

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Si può vivere meglio, e magari essere più felici, consumando meno ed evitando gli sprechi? E come si combatte la paura degli altri e il “mal di vivere” che l’accompagna?. Una piccola casa editrice, La Meridiana, da tempo è impegnata a declinare un possibile cambiamento, coinvolgendo con i suoi testi docenti, psicologi, psicoterapeuti e giovani studenti. Nel primo libro (La sobrietà felice, 75 pagine, 13 euro)  una scrittrice, Sara Marconi, e uno psicologo, Francesco Mele, propongono a ragazzi tra i 6 e i 13 anni un percorso educativo, costruito anche attraverso dei giochi, che mette in relazione l’idea dei limiti (entro i quali si può stare comunque bene), dei desideri che si spengono quando il troppo invade la nostra vita, e di una sobrietà non triste, non seriosa, non accademica. Ma felice, appunto, grazie alla riscoperta di una sana semplicità. In un momento nel quale abbiamo tutti bisogno di declinare nuovi stili di vita all’insegna del meno, dopo anni di sbornia del più, è importante partire dalle scuole, e dall’educazione dei ragazzi, per provare a convincerli che togliendo alcune cose non ci si sente sempre più poveri, ma quando non sono né necessarie né utili, al contrario, si può stare meglio. E declinare queste teorie con dei giochi è anche un modo per alleggerire una materia in apparenza pesante, e avvicinarla alla sfera degli interessi delle nuove generazioni. Già, perché il cambiamento passa comunque per nuovi interessi da sollecitare.

Nel secondo libro (Identità alla deriva, 120 pagine, 16 euro) la psicoterapeuta Maria Luisa Verlato esplora il campo aperto delle nuovi solitudini, di una paura di vivere collegata proprio all’assenza di legami autentici e dal moltiplicarsi di relazioni svalutate. Paradossalmente, le nuove tecnologie che ci rendono “tutti connessi” hanno avvicinato, specie i giovani, nella realtà virtuale, allontanandoli però dal mondo reale. Attraverso le testimonianze di alcuni suoi pazienti, la Verlato prova a indicare le possibili vie d’uscita da questo smarrimento che colpisce ragazzi e famiglie. E anche lei, come nel caso del libro La sobrietà felice, traccia un percorso per allontanarci dal vuoto e dalla sofferenza che si trascina dietro.