Cortina d'Ampezzo: divieto balneazione nel lago Sorapis - Non sprecare
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Troppi turisti, il comune di Cortina D’Ampezzo vieta il bagno nel Lago del Sorapis (foto)

Questo angolo di paradiso, dalle acque turchesi, con bianche pareti rocciose e dolci pascoli sullo sfondo, è preso d’assalto da sempre più persone. Ragione per la quale il sindaco Gianpietro Ghedina, per tutelarne la particolarità, ha imposto il divieto di balneazione

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Quest’estate non si potrà fare il bagno nel lago del monte Sorapis, sopra Cortina D’Ampezzo. Lo ha stabilito un’ordinanza, emessa dal sindaco Gianpietro Ghedina, per tutelare la particolarità delle acque azzurre di quel bacino a 1923 metri di altitudine. Questo piccolo angolo di paradiso, noto per le acque color pastello incorniciate da bianche pareti rocciose e dolci pascoli, è messo in pericolo dal grande afflusso di turisti che, negli ultimi anni, non hanno brillato per educazione e rispetto. Ragione per la quale l’amministrazione ha deciso di imporre il divieto, prevedendo anche multe salate: ammende fino a 500 euro per i trasgressori.

DIVIETO BALNEAZIONE LAGO SORAPIS

Nell’ordinanza, il primo cittadino ampezzano ricorda che il bacino lacustre deriva dallo scioglimento del soprastante ghiacciaio del Sorapis, che dona alle acque del lago un colore talmente bello da sembrare irreale. Una bellezza che però è messa in pericolo dalla massiccia presenza dell’uomo, che ne potrebbe alterarne gli equilibri.

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CORTINA D’AMPEZZO TURISMO ECCESSIVO

“La particolare colorazione dell’acqua – spiega Ghedina – è dovuta a peculiari caratteristiche chimiche e batteriologiche naturali, oggetto di attuali studi e analisi da parte dell’università di Trento”. La decisione del divieto di balneazione è stata presa anche per garantire l’incolumità dei turisti. Il fondale del lago, infatti, non è visibile per la torbidità dell’acqua e non è previsto alcun servizio di soccorso per quel bacino. “La balneazione potrebbe non soltanto compromettere il delicato ecosistema ambiente naturale del lago – conclude – ma potrebbe costituire un serio pericolo per la salute delle persone”.

IL TURISMO CHE DOBBIAMO NON SPRECARE: