Dati raccolta differenziata Milano - Non sprecare
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Milano seconda in Europa per la raccolta differenziata: in arrivo i cassonetti intelligenti

Il raggiungimento della quota del 54 per cento di raccolta differenziata ha portato il capoluogo lombardo ad attirare su di sé le attenzioni dell’assessorato all’ambiente di New York che sta studiando “il caso Milano” per replicarlo nella Grande Mela. Tra gli obiettivi futuri, il recupero e il riciclo dei tessuti.

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DATI RACCOLTA DIFFERENZIATA MILANO –

Milano all’avanguardia in Italia per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti e del riciclo, e seconda in Europa subito dopo Vienna. E non solo, il raggiungimento della quota del 54 per cento di raccolta differenziata ha portato il capoluogo lombardo ad attirare su di sé le attenzioni dell’assessorato all’ambiente di New York che ha raggiunto la città proprio per studiare “il caso Milano” e tentare di replicarlo nella Grande Mela con un obiettivo ben preciso: azzerare la produzione di immondizia entro il 2030.

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I MOTIVI PER CUI MILANO È PRIMA IN ITALIA E SECONDA IN EUROPA –

Ma come ha fatto Milano a raggiungere questo incredibile risultato mentre Roma, la Capitale d’Italia, affonda, ogni giorno di più, nell’emergenza rifiuti a causa di inefficienze e tanti sprechi? Innanzitutto grazie un forte impegno educativo e a una forte innovazione tecnologica.

CASSONETTI INTELLIGENTI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA –

Entro il 2018 a Milano verranno infatti installati ben 15mila “cassonetti intelligenti” dotati di chip in modo da essere monitorati anche a distanza per sapere, in tempo reale, se sono colmi di spazzatura e devono essere quindi svuotati o se si sono verificati problemi che richiedono l’intervento dell’azienda dei rifiuti. Una svolta graduale ma anche abbastanza recente quella di Milano: ad esempio nel 2012 la percentuale di raccolta differenziata era a quota 32 per cento, l’anno successivo, con l’avvio della raccolta dell’umido, il dato è salito di oltre venti punti. Una svolta quella del capoluogo lombardo che ha interessato casa per casa, con una raccolta porta a porta che ha permesso di eliminare dalla strada i cassonetti. Anche a vantaggio dell’estetica dei quartieri, con un miglioramento della qualità della vita in città. Tutto questo a testimonianza che non servono anni e anni di lavoro per raggiungere un ottimo risultato ma impegno e costanza.

ZERO PLASTICA NELLE SCUOLE A MILANO –

E ancora: tante le scuole che, a Milano, hanno aderito alla sfida ecologica “Zero plastica in mensa” per eliminare i piatti usa e getta e sostituirli con stoviglie lavabili. E per il prossimo anno scolastico l’obiettivo è quello di ricorrere all’utilizzo di stoviglie fatte con materiali biodegradabili come ad esempio l’amido di mais che, dopo l’uso, andrebbero direttamente nella raccolta dell’umido.

RACCOLTA DIFFERENZIATA NEI MERCATI RIONALI –

E nei mercati rionali, per evitare, una volta chiusi i banchi, la presenza di cassette di legno e frutta non più commestibile abbandonata in strada, è previsto un progetto che prevede incontri di formazione per operatori e addetti, con volantini anche in cinese per spiegare bene come procedere con la raccolta differenziata.

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RICICLO TESSUTI –

Piccoli grandi passi che rendono sempre più raggiungibile l’obiettivo del 65 per cento di materiale raccolto, differenziato e riciclato, entro i prossimi 4 anni. Con un occhio anche al recupero di nuovi materiali tra cui i tessuti: New York ad esempio, recupera il 6 per cento di quelli gettati via.

DATI RACCOLTA DIFFERENZIATA NEI COMUNI ITALIANI –

E nel resto d’Italia? Come emerge da alcuni dati rilevati dall’Istituto Demoskopika, lo smaltimento dei rifiuti è costato ai comuni italiani, dal 2014 ai primi 7 mesi del 2016, quindi in soli 30 mesi, ben 21.2 miliardi di euro, pari a circa 760 euro di tassa rifiuti per famiglia. E solo a Roma la spesa per il contratto di servizio ha superato la soglia di 1,5 miliardi di euro.

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