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Cota per ora si tiene le due poltrone

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Il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota teme di restare senza poltrona, sussurrano voci maligne dello schieramento a lui avverso. Ancora in carica come deputato, a due mesi dalle elezioni regionali, Cota si trova, in buona compagnia, nella difficile condizione di dover optare tra le due cariche elettive con la spada di Damocle di un ricorso pendente al Tar. Problema meno gravoso per le colleghe Mara Carfagna e Alessandra Mussolini o per Stefano Caldoro, neogovernatore in Campania, che ha cessato il mandato parlamentare il 27 maggio scorso. Piu’ spinoso invece per il presidente del Piemonte, per il vicepresidente della Giunta Roberto Rosso del Pdl e per il consigliere regionale Gianluca Buonanno della Lega. Nonche’ per i due deputati e consiglieri liguri Sandro Biasotti (Pdl) ed Edoardo Rixi (Lega), che vivono lo stesso dilemma, visto che anche sul voto in Liguria dovra’ pronunciarsi un Tar.

E dunque, non potendo sapere cosa decideranno i giudici amministrativi, il governatore e i suoi quattro colleghi hanno scritto una lettera a Maurizio Migliavacca, presidente della Giunta per le elezioni riunita ieri per dichiarare l’incompatibilita’, chiedendo in buona sostanza un rinvio della pratica. E la Giunta si e’ spaccata in due, con i dodici esponenti di Pdl e Lega che hanno votato a favore e con i nove delle opposizioni Pd, Udc e Api (Idv ha perso il suo esponente dopo il passaggio di Pino Pisicchio con Rutelli) fermamente contrari. E quindi e’ stato rinviato tutto ad un comitato interno che entro il 18 giugno dovra’ dare un parere.

La motivazione addotta da Cota e’ riassumibile in un poche parole: oggi c’e’ il rischio di optare tra due cariche, una delle quali pero’ e’ incerta, per via di un ricorso che potrebbe inficiarne la titolarita’. Tradotto, gli conviene aspettare prima di fare un passo falso che potrebbe rivelarsi un azzardo: se l’ex capogruppo leghista alla Camera rinunciasse infatti al suo scranno a Montecitorio, nel caso di un esito favorevole alla Bresso, rischierebbe di perdere entrambe le cariche. Il rinvio della decisione sui cinque deputati eletti nei Consigli regionali e’ palesemente in contrasto con l’articolo 122 della Costituzione, tuona Donata Lenzi del Pd. E’ la prima volta che si verifica una situazione di questo tipo, e’ una forzatura da parte della destra e non ci sarebbe neanche bisogno di un voto della Giunta, perche’ la Costituzione e’ chiara e va direttamente applicata.

Ma in questa vicenda i tempi sono cruciali. Proprio oggi il Tar del Piemonte deve decidere se il ricorso sia o no ammissibile. E se lo fosse, potrebbero passare anche sessanta giorni prima di avere un pronunciamento definitivo di merito. E i 30 giorni concessi a Mussolini e Carfagna per optare tra i due incarichi dopo che ieri la Giunta ha deliberato la loro incompatibilita’ non mettono dunque al riparo i loro colleghi. Le cinque posizioni pendenti saranno dunque esaminate dal “comitato per le incompatibilita’” che dovra’ verificare se il contenzioso legale sia in grado di inficiare il risultato delle elezioni. E cioe’ se per Cota, Rosso, Buonanno, Rixi e Biasotti l’obbligo di optare rischi di far perdere il seggio di deputato e poi anche quello di consigliere regionale qualora venissero successivamente annullate le elezioni amministrative. Il 18 giugno la palla tornera’ alla Giunta che dovra’ poi trasmettere le sue decisioni all’ aula.

In tutto cio’ non va dimenticato che a doppio incarico corrisponde doppio stipendio. Ma Cota nella sua lettera alla Giunta specifica di aver chiesto alla Ragioneria regionale di rinunciare alla sua indennita’ e lo stesso vale per gli altri deputati piemontesi e liguri, mentre la Mussolini ha spiegato di aver devoluto in beneficenza ad una casa famiglia di Napoli il suo stipendio da consigliere regionale.