Come si mangia quando si soffre il diabete

Il consumo di carboidrati va distribuito nel corso della giornata. Iniziare i pasti con le verdure. Le scelte da fare al bar

Come mangiare con il diabete

Quando si soffre di diabete, l’alimentazione diventa una parte fondamentale per gestire i livelli di zucchero nel sangue e prevenire complicazioni. Basta seguire alcune indicazioni, come quelle proposte dalla Società italiana di diabetologia, e si può mangiare con serenità, senza rischi e preoccupazioni. A partire dalla distribuzione dei carboidrati nel corso dell’intera giornata, senza concentrarli in un unico pasto, e dall’inizio a tavola, come prima portata, con le verdure.

Distribuire i carboidrati

I carboidrati complessi vanno consumati in tutto l’arco della giornata: pane, pasta e cereali integrati, patate e legumi nelle quantità corrette. Questo consentirà di evitare picchi di glicemia. Inoltre, a proposito di carboidrati, sono preferibili quelli complessi (pane integrale, pasta integrale, riso integrale, legumi) che rilasciano zuccheri più lentamente.

Scegliere prodotti di qualità

Alimenti di bassa qualità, ricchi di zuccheri raffinati e carboidrati semplici (dolci, bibite zuccherate, pane bianco) causano aumenti rapidi della glicemia. La dieta per il diabete non è una lista di proibizioni, ma un modo intelligente di comporre il piatto. L’obiettivo non è eliminare, ma scegliere meglio.

L’importanza delle proteine

Inserire proteine nei pasti aiuta a ridurre i picchi di zucchero dopo aver mangiato, rallentando l’assorbimento dei carboidrati. Inoltre i pasti ricchi di proteine danno una maggiore sensazione di pienezza, aiutando a controllare la fame e prevenire spuntini poco salutari che possono far salire la glicemia. Il piatto ideale contiene sempre verdure, proteine magre e una quota di carboidrati complessi. La combinazione stabilizza la glicemia.

Iniziare il pasto  con le verdure

Iniziare dal contorno aiuta a ridurre il picco glicemico del pasto. Mangiare le verdure all’inizio del pasto forma una sorta di “gel” nello stomaco che rallenta l’assorbimento dei carboidrati. Risultato: picchi glicemici più bassi e più graduali dopo pranzo o cena.

Che cosa prendere al bar

Non è vero che chi soffre di diabete non può frequentare e consumare al bar. Basta scegliere opzioni meno zuccherate e più sazianti. Esempi: cappuccino senza zucchero, yogurt naturale, frutta fresca, un panino integrale piccolo con prosciutto magro, tonno o formaggio light. Piuttosto, l’acqua aiuta a mantenere la glicemia stabile e sostiene la funzione renale.

Al ristorante porzioni contenute e pasto non completo

Non è obbligatorio prendere antipasto, primo, secondo e dolce: meglio due portate e chiudere con frutta o caffè. Anche le porzioni non devono essere contenute per evitare picchi glicemici, per esempio con questo dosaggio che si riferisce a un classico piatto bilanciato:

  • Mezza porzione a base di verdure
  • Un quarto con cibi proteici proteine
  • Un quarto con cibi con carboidrati complessi.

I dolci possibili

Il dolce non va demonizzato, ma contestualizzato: piccole porzioni, e all’interno di un pasto completo, mai a stomaco vuoto. Qui trovate una serie di dolci che il diabetico può mangiare.

Alcol con molta moderazione

Con alcuni farmaci e l’insulina l’alcol può aumentare il rischio di ipoglicemia: va consumato con prudenza e sempre a tavola. Preferire vino o birra in piccole quantità, evitando superalcolici.

La routine sostenibile

Non funziona chi è perfetto per tre settimane e poi molla: funziona chi trova una routine sostenibile. L’importante è seguire le linee-guida già dalla prima colazione.

Gusto e salute possono convivere

Mangiare bene con diabete è possibile, e deve essere piacevole. Più qualità e regolarità, meno estremismi. 6. Fare pasti regolari: saltare i pasti può causare ipoglicemia (calo di zucchero) o eccessi di fame che portano a scelte poco salutari.

 

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