Come proteggere il femore delle persone anziane

Tre fattori: alimentazione e stili di vita, prevenzione in casa e, se necessaria, una specifica protezione. In Italia oltre 100mila ricoveri all’anno

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Il femore, l’osso più lungo del corpo umano che collega l’anca al ginocchio, è decisivo nella vita degli anziani. La sua rottura, dopo una certa età, diventa molto frequente e può disintegrare il delicato equilibrio presente in persone di età avanzata. Quindi, a partire dai 65-70 anni, va protetto in modo specifico con una prevenzione che si muove in tre direzioni: proteggere le ossa (innanzitutto con l’alimentazione e l’attività fisica); ridurre al minimo i rischi di cadute in casa; prevedere, se necessario, una specifica copertura del femore.

Consigli per proteggere il femore

Inn Italia si contano circa 100mila ricoveri all’anno per la rottura del femore, e riguardano in netta prevalenza persone over 65, decisamente più fragili e più a rischio.

Per loro, in particolare, valgono queste fondamentali raccomandazioni:

  • Mantenere uno stile di vita attivo, camminando tutti i giorni: l’attività fisica è la principale garanzia che consente a un osso così delicato, come il femore, di essere irrobustito. Anche quando gli anni passano e le ossa, per un processo naturale, si indeboliscono.
  • Eseguire almeno due-tre volte alla settimana esercizi mirati a rafforzare muscoli e ad aumentare l’equilibrio.
  • Seguire una dieta ricca di calcio (mangiando cibi come latticini e pesce azzurro, ma anche latte, formaggio e insalata verde a foglie larghe) e non far mai mancare le proteine e la vitamina D per avere ossa più forti.
  • Rendere l’ambiente domestico sicuro, eliminando tappeti scivolosi, ostacoli e punti pericolosi, aggiungendo corrimano sulle scale, predisponendo una buona illuminazione, mettendo tappetini antiscivolo in bagno e sgabelli in doccia.
  • Usare scarpe adeguate e dispositivi di supporto quando necessario.
  • Effettuare controlli medici regolari.
  • Su consiglio del medico, effettuare una Moc, un’indagine specifica per la valutazione dell’osteoporosi.
  • Confrontarsi con il medico per valutare l’eventuale sostituzione di farmaci che possono influire sull’equilibrio o aumentare il rischio di cadute.
  • Non sottovalutare le cadute anche se in apparenza banali.

Protezione diretta del femore

Per persone molto fragili o con alto rischio di caduta esistono strumenti specifici di protezione diretta del femore. Come, per esempio, mutande con imbottiture laterali che assorbono l’urto in caso di caduta.

Questi dispositivi (spesso simili a mutandine o pantaloncini con imbottiture laterali) hanno cuscinetti rigidi o morbidi posizionati sull’anca che assorbono e riducono l’impatto se si cade di lato.

Perché gli anziani cadono più facilmente

Le persone anziane cadono più facilmente per:

  • perdita di equilibrio
  • riduzione della forza muscolare
  • problemi di vista
  • pressione bassa o capogiri
  • farmaci che danno sonnolenza o instabilità

La maggior parte delle fratture del femore avviene dopo una caduta laterale sull’anca. Inoltre la caduta degli anziani, rispetto al femore è più rovinosa in quanto i giovani, quando cadono, spesso mettono le mani avanti, mentre gli anziani reagiscono più lentamente (spesso quando è troppo tardi) e l’impatto avviene direttamente sull’anca.

Perché negli anziani la rottura del femore è più grave

Nella maggior parte dei casi, quando una persona anziana si rompe il femore è necessario intervenire chirurgicamente, talvolta con una protesi d’anca oppure con la fissazione con viti o placche.

Negli anziani l’intervento comporta:

  • rischio anestesiologico maggiore
  • possibili complicazioni cardiovascolari o respiratorie

Inoltre, dopo la frattura e l’intervento chirurgico, la ripresa degli anziani è decisamente più lenta e possono sorgere pesanti complicazioni, come:

Dopo la frattura, anche pochi giorni a letto possono causare:

  • Polmonite
  • Trombosi venosa profonda
  • Piaghe da decubito
  • Perdita rapida di massa muscolare

Per molti anziani, dopo la frattura del femore la vita cambia in modo radicale e:

  • non tornano al livello di autonomia precedente
  • possono avere bisogno di bastone, deambulatore o carrozzina
  • talvolta non riescono più a vivere da soli

Le statistiche dicono che, durante il primo anno dopo la rottura del femore, negli anziani aumenta il rischio di mortalità: non è l’osso in sé a essere letale, ma le complicanze e la fragilità generale.

Quando preoccuparsi per il femore

A parte il fattore anagrafico, ci sono altri elementi e segnali che inducono a essere particolarmente attenti al femore:

  • Precedente frattura
  • Osteoporosi diagnosticata
  • Camminata instabile
  • Perdita di peso importante

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