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Cicche e gomme da masticare distruggono le citta’: serve una campagna dinformazione

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Cicche di sigarette e gomme da masticare: la pulizia e il decoro di una città passano anche i gesti più semplici, come quello di non sporcare strade e marciapiedi con rifiuti impropri. In Italia siamo abituati molto male e spesso i nostri centri storici sono sommersi dalla spazzatura che nasce solo dalla cattiva educazione dei cittadini. Il danno è doppio, ambientale ed economico. I mozziconi di sigaretta contengono residui di tabacco, benzene e arsenico che avvelenano l’aria, e sono dunque altamente inquinanti. Inoltre, per  eliminare le tracce di una chewing gum la spesa per l’amministrazione non è inferiore a 15 euro a metro quadrato, anche perché bisogna procedere con getti d’acqua calda ad alta pressione. In Germania, il governo ha fatto una campagna d’informazione ricordando alla popolazione tedesca che i municipi del paese spendono quasi un miliardo di euro per ripulire strade e marciapiedi dalle gomme da masticare e dalle cicche di sigarette.

Che fare, dunque? La linea che sta passando è quella dei divieti e delle multe. All’estero è una consuetudine, e se a Rotterdam paghi una multa di 100 euro se un vigile ti trova buttare a terra un mozzicone, a Singapore, una città modello dell’Asia per il rispetto e la tutela dell’ambiente, il conto può salire fino a 6mila euro. Così in Italia è nata la moda delle delibere anti-sporcaccioni urbani. Il municipio più severo è quello di Lecce  che con una serie di delibere dell’amministrazione comunale ha affrontato il problema scegliendo la linea dura. Sono multate aziende e cittadini che lanciano manifesti pubblicitari in strada, pagano salate contravvenzioni le persone che gettano gomme da masticare e mozziconi di sigarette, e gli esercizi pubblici sono obbligati a piazzare all’esterno, a loro spese, portacenere con sabbia. Chi sgarra è multato con una contravvenzione da almeno 500 euro.

Le sanzioni forse sono utili, ma certo non risolvono il problema, né possiamo pensare a municipi di polizia per quanto riguarda i consumatori di sigarette e di gomme da masticare. Bisognerebbe pensare a qualcosa di preventivo, magari coinvolgendo le scuole. In due direzioni: le campagne di informazione e l’arredo urbano. Sul primo versante sarebbe interessante partire con una campagna pubblicitaria che spieghi, in sintesi, i danni di questi comportamenti. Magari ponendo una semplice domanda al cittadino: A casa tua lo faresti? Sul secondo versante, non ho mai compreso il motivo per cui le amministrazioni comunali non pensano, specie nei centri storici, di attrezzare strade e marciapiedi con portacenere ad hoc, per i resti delle sigarette, la cenere, e le chewing gum. La spesa si potrebbe condividere con le associazioni dei commercianti o, magari, con qualche consorzio per il riciclo di questo materiale. In Gran Bretagna, per esempio, un’azienda privata recupera le gomme da masticare e le ricicla in piatti, giocattoli e perfino scarpe. In Italia c’è qualcuno pronto a farsi avanti?