Cannuccia che si mangia - Non Sprecare
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Bere un cocktail con una cannuccia che si mangia? Merito di Canù, la cannuccia in pasta. Senza OGM né veleni

Si può mordere e mangiare, non altera ciò che beviamo, ed è praticamente insapore. E quando finisce si getta nell'umido, proprio come la pasta avanzata. Un gesto concreto contro l'inquinamento da plastica monouso e le grida di aiuto dei nostri mari

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 500 milioni al giorno di cannucce di plastica. Un numero enorme, difficile anche da contare, che è la quantità media giornaliera di utilizzo negli Stati Uniti. Le cannucce, un vezzo che utilizziamo per sorseggiare i nostri cocktail, sono tra le principali responsabili dell’inquinamento da plastica, tant’è che l’Unione Europea le ha messe al bando. Entro il 2021 dovranno essere eliminate. Lo hanno già fatto in tanti, dai proprietari di bar e ristoranti ai privati, ma c’è anche chi prova a dare soluzioni alternative per non rinunciare a sorseggiare il proprio drink preferito.

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CANNUCCIA CHE SI MANGIA

Tantissimi i materiali alternativi utilizzati. Erba, metallo, persino la pasta. Come nel caso di Canù, la cannuccia che, volendo, si può mangiare. E’ la prima cannuccia di pasta biologica pensata e prodotta anche in versione gluten free, dalla Cooperativa CAMPO nel tentativo di dare il proprio contributo alla presa di coscienza dell’’emergenza ambientale causata dall’impiego delle plastiche monouso.

Se l’idea di immergere una cannuccia di pasta nel vostro drink preferito vi fa un po’ storcere il naso, sappiate che sarete smentiti: Canù è stata testata in laboratorio, e i test effettuati hanno confermato che rimane intatta dopo un prolungato utilizzo, non si percepisce il sapore della pasta nel momento in cui si aspira la bibita e non viene alterato il sapore di ciò che si sta bevendo. Canù si può mordicchiare, mangiucchiare, masticare senza problemi.

cannuccia che si mangia

CANNUCCIA COMMESTIBILE

L’intuizione viene dalle zite, una pasta lunga forata che può essere modellata come un vero e proprio tubetto, una cannuccia, in quanto da fresca è un materiale flessibile e facilmente manipolabile.
E, in effetti, non c’è bimbo o bimba che non abbia provato a bere dell’acqua con una penna, un rigatone o un bucatino, perché non replicare?
Nasce così la cannuccia di pasta senza ogm, perché, come spiegano dalla Cooperativa CAMPO (acronimo di Cooperativa agricola montana piante officinali), Canù non è solo una cannuccia, ma una piccola risposta al grido di allarme del mondo.

Sensibilità che la cooperativa marchigiana ha già dimostrato in più occasioni: con l’attenzione al biologico,  alla sostenibilità dello sfruttamento del suolo e dei metodi di produzione, alla sensibilità del consumatore.

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CANNUCCIA CANÙ

La Cooperativa CAMPO, con sede a Fossombrone, in provincia di Pesaro, si occupa di biologico dal 1978, e decisamente ha nelle sue corde la diffusione della cultura del biologico e della sostenibilità nella filiera ambientale. In preparazione, assicurano, c’è un intero catalogo di cannucce, per venire incontro anche alla ritualità e all’estetica del consumo delle cannucce durante i nostri aperitivi o le nostre serate. Si sta pensando a una versione in mais, in riso, anche colorata per mezzo dei legumi.

Moltissime sono, al momento, le richieste di Canù e delle altre tipologie di cannuccia alternative alla plastica usa e getta. Merito della rinnovata sensibilità ambientale del consumatore, che sempre di più semina un piccolo gesto per seminare la rivoluzione. Quella dell’abbandono totale dell’uso di cannucce monouso, bicchieri usa e getta e stoviglie in plastica, ascoltando il grido di aiuto dei nostri mari e delle nostre spiagge.

(Immagine a corredo del testo tratta dalla pagina Facebook della Cooperativa CAMPO)

COME COMBATTERE LO SPRECO DI PLASTICA: