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Benzina, nuova ondata di rialzi

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Nuova raffica di rialzi per i prezzi dei carburanti. Dopo che martedì l’Eni ha avviato il giro di rincari, questa mattina – secondo il monitoraggio della «Staffetta quotidiana» – a ritoccare i listini sono Esso e Ip: per la prima +0,5 centesimi sui due prodotti con la benzina a 1,569 euro e il gasolio a 1,454 euro, mentre per Ip il rialzo è solo sul diesel (+1 centesimo a 1,463 euro). E aumentano ancora quindi le medie nazionali tra i diversi marchi, con la verde a 1,568 euro (+0,1 centesimi) e il gasolio a 1,451 euro (+0,2 centesimi). «I timori – spiega la Staffetta – di un «contagio» della crisi dal debito greco a quello di altri paesi Ue hanno dato un tono decisamente ribassista ai mercati internazionali. Lo scivolone del greggio ha trascinato al ribasso anche i prezzi dei prodotti raffinati, con la benzina a 1.029 dollari la tonnellata e il gasolio a 1.014. Ma le ombre sui debiti sovrani hanno colpito duramente anche l’euro, che mercoledì è sceso sotto 1,43 sul dollaro». E così «per i compratori europei la quotazione della benzina risulta addirittura in rialzo a 544 euro per mille litri, mentre quella del gasolio scende, ma di poco, a 600 euro per mille litri».

ISTAT– Anche l’Istat precisa i dati della benzina nell’ambito dell’inflazione (+2,6% annuo a maggio) aggiungendo che nello stesso mese i prezzi dei carburanti dopo una lunga serie di aumenti mostrano delle oscillazioni e compare anche qualche segno meno. In particolare, la benzina su base annua è salita dell’11%, rimanendo stabile rispetto ad aprile, su base mensile è, invece, salita, dell’1. Invece il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è salito del 15,1%, ma rallentando sul mese precedente (+18,9% ad aprile) in termini tendenziali, mentre è diminuito dello 0,5% sul piano congiunturale. Riguardo al gpl, l’indice ha registrato un rialzo annuo del 19,1% (+20% ad aprile) e un ribasso mensile dello 0,7%. Quanto al gasolio da riscaldamento, il prezzo ha segnato una crescita tendenziale del 14% (+17,8% ad aprile) e una riduzione congiunturale dello 0,9%.

COLDIRETTI – «In un paese come l’Italia dove l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti». È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sull’inflazione a maggio che evidenziano un aumento del 12,6% dei prodotti energetici non regolamentati che contagia la spesa alimentare che registra un aumento tendenziale del 3%. A subire gli effetti del caro benzina, sottolinea la Coldiretti, «sono soprattutto gli alimentari con ogni pasto che percorre in media quasi 2 mila chilometri prima di giungere sulle tavole. L’effetto dell’aumento del costo dei carburanti ha determinato un effetto valanga sulla spesa, particolarmente evidente per la crescente dipendenza dall’Italia per l’alimentazione dall’estero da dove arrivano prodotti che devono percorrere migliaia di chilometri prima di giungere in tavola». Il caro energia, conclude la Coldiretti, «si è fatto sentire anche sul piano dell’aumento dei costi di produzione in agricoltura che fanno segnare un aumento medio del 5% nel mese di aprile rispetto allo scorso anno».