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Alcol, a rischio 9 milioni di italiani

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ROMA
Per qualche ora di sballo si fa proprio di tutto. Si rubano gli alcolici o si ruba il denaro per comprarli. Nenche la terribile esperienza del coma etilico di una settimana fa e’ riuscita a dissuadere il 15enne torinese a non ripetere gli stessi errori. Un caso tanto estremo, questo, quanto emblematico della cultura del bere diffusa tra i giovanissimi in Italia. Gli adolescenti bevono per ubriacarsi. Secondo i dati Istat, lo fanno ben 9 ragazzi su 10 nelle discoteche e nei pub. Il piu’ delle volte nel weekend alla ricerca di uno sballo a basso costo. I ragazzi minorenni bevono quattro bicchieri e mezzo e le ragazze addirittura sei. Una quantita’ troppo elevata per non provocare danni alla loro salute psicofisica.
In media il primo approccio con l’alcol avviene prestissimo, intorno ai 10-11 anni. Intorno ai 14-15 si inizia ad abusarne il sabato sera con gli amici. Lo scopo e’ quello di ubriacarsi, di perdere i freni inibitori e di provare quell’illusoria sensazione di onnipotenza che sembrano dare soprattutto i cocktail di alcoli ed energy drink. Se ne bevono all’incirca 6-7 – dice Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio alcol dell’Istituto superiore di sanita’ – e a volte anche di piu’. Spesso si abbina al consumo di alcol anche quello di sostanze stupefacenti come la cocaina per contrastare gli effetti down di questi cocktail micidiali.
Ma l’abuso di alcol nel nostro paese non e’ soltanto un’emergenza giovanile. E’ un problema trasversale che riguarda tanto i ragazzi quanto gli adulti. Le cifre parlano chiaro: in tutta Italia circa 9 milioni e mezzo di persone fanno un consumo di alcol a rischio o dannoso, per dirla come l’Organizzazione Mondiale della Sanita’. Di questi, circa 3 milioni e 200 sono persone anziane con un eta’ superiore ai 65 anni. Secondo i dati Istat, anche se e’ diminuito il consumo quotidiano, aumentano le bevute fuori pasto e occasionali. Il modello di consumo e tipicamente Nord Europeo basato principalmente su occasioni di consumo al di fuori dei pasti.
Abbiamo tradito – dice Scafato – la cultura mediterranea, quella del bere moderatamente durante i pasti e del bere alcolici a bassa gradazione. Non esiste piu’ quel modello di consumo che la scorsa generazione ci aveva insegnata. Non c’e’ piu’ il classico bicchiere di vino a tavola, ora la nuova tendenza e’ quella di bere per ubriacarsi”.
Anche i numeri sulla dipendenza sono allarmanti. Si stima, infatti, che ci siano ben 61 mila “drogati d’alcol” e di questi l’1,5 per cento ha un’eta’ inferiore ai 19 anni. L’alcol e’ ormai diventata la prima causa di morte nei giovanissimi.
Inoltre, si stima che ogni anno vengono effettuati circa 100 mila ricoveri correlati all’alcol, cosi’ come sono associati all’alcol anche il 6 per cento di tutte le patologie riscontrabili nella pratica clinica. Infine, proprio di recente e’ stato dimostrato che l’alcol e’ la causa del 10 per cento di tutti i tumori.