Ayesha arriva dal Bangladesh, dove lavorava come sarta in un piccolo laboratorio familiare. Rifugiata a Roma è stata assistita dalla Caritas, ed è riuscita a entrare nel laboratorio “Abito Qui”, come tirocinante, per imparare bene le attività di cucito e le riparazioni. Dopo un anno, è stata assunta in un’importante azienda di abbigliamento del made in Italy.
“Abito Qui” è un progetto che ha più angoli di attività. I volontari che vi partecipano raccolgono capi di abbigliamento che vengono lavati, stirati, riparati, igienizzati, per poi andare in vendita presso la “Boutique solidale” di Viale Monza, un locale di 90 metri quadrati messo a disposizione dall’ente assistenziale Ipab Asilo Savoia. Con il ricavato delle vendite, si finanzia l’attività di laboratorio di “Abito Qui”, dove accanto ai lavori sui vestiti da vendere si tengono anche corsi di formazione di tecniche di cucito e di ricamo, tenuti da volontari che provengono dal settore della moda. E attraverso uno di questi corsi Ayesha ha trovato il suo lavoro stabile.
I capi arrivano da singoli cittadini e famiglie che li donano, ma anche da aziende che hanno prodotto finiti fuori catalogo, o rimanenze che rischiano di essere sprecate diventando rifiuti. Mentre le persone che vengono accolte per formarsi sono, generalmente, disoccupati, immigrati, rifugiati, alla ricerca di un lavoro.
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