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Edifici pubblici efficienti fanno crescere il Pil

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In Italia realizzando interventi di efficientamento energetico con un investimento di 17 miliardi euro per la riqualificazione dei circa 85 milioni di mq di edifici pubblici, si avrebbe un risparmio annuo pari a circa 750 milioni di euro in termini di minori costi energetici, una crescita del Pil annuo dell’1,4% (se gli investimenti venissero fatti in un solo anno) e fino al 2,8% del Pil nell’arco di dieci anni. Sarebbero inoltre creati circa 400.000 posti di lavoro in 4 anni. Lo apprendiamo dall’agenzia Mf Dow Jones, che riporta uno studio realizzato da Nomisma. Tale crescita sarebbe accompagnata da un risparmio potenziale annuo pari a 0,77 mln di tonnellate equivalenti di petrolio a partire dall’anno successivo all’attuazione dell’intervento e da benefici in termini di emissioni di gas serra, con una riduzione pari a circa 1,66 mln di tonnellate di CO2 l’anno. Allo studio e’ stata affiancata anche una valutazione di sostenibilita’ finanziaria: gli interventi di efficientamento energetico sugli immobili pubblici potrebbero da soli produrre un risparmio in grado di costituire il capitale necessario al loro stesso finanziamento. Attraverso la definizione di un canone annuo, infatti, il soggetto pubblico puo’ affidare per un periodo determinato la gestione del proprio edificio ad un operatore terzo, che sulla base di uno studio sull’immobile e sulle possibili aree di intervento, realizza tutti gli investimenti necessari, rientrando dei costi necessari alla riqualificazione grazie ai minori consumi che gli interventi progettati e realizzati assicurano. Ovviamente gli investimenti iniziali sono consistenti e i tempi di rientro per i partner privati molto lunghi (fino a 30-40 anni): per rendere quindi finanziariamente sostenibile l’operazione per i privati, conclude l’analisi di Nomisma, e’ necessario affiancare ai flussi di cassa liberati dai risparmi energetici una componente di incentivi fiscali da parte dello Stato.