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Case, scuole, uffici: riscopriamo il legno che può salvare l’Italia (foto)

Non è un’esagerazione: siamo pieni di foreste, e i tagli che rispettano i cicli delle piante le salvano. Possiamo costruire e ricostruire tutto, nel pubblico come nel privato, con il legno che mette insieme risparmio, estetica, e rispetto dell’ambiente. Come dimostrano le regioni che sono più avanti…

Case, scuole, uffici: riscopriamo il legno che può salvare l’Italia (foto)
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VANTAGGI CASA IN LEGNO –

C’è una grande opportunità che ancora sprechiamo e non riusciamo a fare diventare una risorsa strategica per tutto il Paese: l’uso del legno in edilizia. Per fare case, uffici pubblici, luoghi di ritrovo, scuole e municipi. Un architetto di successo, il milanese Stefano Boeri, autore tra l’altro dei super premiati edifici (grattacieli di 100 e 80 metri) chiamati Bosco verticale (con 11mila piante e alberi a rivestire le facciate), arriva perfino a invocare un ministero del legno. E avverte: «È una grande risorsa del nostro Paese che non sfruttiamo e quindi sprechiamo». Ovviamente l’idea del ministero la possiamo considerare un’utile provocazione (di ministeri ne abbiamo già troppi…) ma sullo spreco delle opportunità che il legno ci offre non ci piove.

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BENEFICI CASA IN LEGNO –

Innanzitutto il rilancio delle case in legno, che qualcuno per pregiudizio, per furbizia o per biechi interesse, ancora confonde con gli chalet di montagna, è una scelta allo stesso tempo urbanistica, ambientale, architettonica ed estetica. Tutto sotto il segno di un’autentica e concreta sostenibilità. Con tempi rapidi di costruzione (4-6 mesi), prezzi accessibili anche se sono molto variabili sulla base delle scelte che si fanno (attorno ai 1000-1.500 euro a metro quadrato), ed enormi vantaggi sia ambientali sia economici, sia individuali che collettivi. In poche parole: una casa in legno significa aria più pulita, per tutti, una migliore estetica dei luoghi, per tutti, e un abbattimento importante dei costi energetici, per chi ci vive o ci lavora. Il legno, infatti, è un perfetto isolante naturale, e come tale riduce le spese per riscaldare e raffreddare gli appartamenti o le scuole.

Tornando allo spreco del Paese, oltre che delle singole famiglie, bisogna ricordare che l’Italia è piena di foreste e di casi di distruzione del territorio. Che cosa voglio dire? Semplice: puntare sul legno, e sui tagli virtuosi per spingere questo nuovo, ma antichissimo, materiale per l’edilizia, significa anche curare il territorio.

Se riscopriamo la cultura del legno, che appartiene ai nostri codici genetici come la cultura contadina, non faremo fatica a fare tagli che rispettano i cicli della pianta e quindi migliorano la qualità delle nostre foreste. Alcune delle quali non sono affatto valorizzate, come nel caso dell’intera dorsale appenninica e delle Prealpi. Inutile dire che, su questa strada, abbiamo tanti luoghi e regioni che sono già avanti, molto avanti, come il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. E abbiamo, come al solito, il Centro-Sud che invece resta indietro: eppure anche qui le foreste non mancano ma, guarda la coincidenza, la speculazione edilizia è più invasiva. Per questo la spinta che si sta registrando sul mercato immobiliare delle nuove costruzioni a favore del legno (17 case su 100) è molto concentrata nelle regioni del Nord. E ciò non va bene per il sistema Paese.

BENEFICI LEGNO –

Puntare sul legno, sulla bioedilizia, sui nuovi materiali (anche i mattoni possono essere in legno) è la scommessa giusta per affrontare di petto il complicato tema della ricostruzione dei luoghi devastati dalle scosse sismiche. Anche qui parlano i fatti: le cose migliori, a cominciare dalla ricostruzione delle scuole, nel post terremoto a L’Aquila sono state fatte grazie a costruzioni in legno. E vedremo presto ripetersi il film con un’intera piazza e una scuola ad Amatrice, realizzate con il legno dei boschi limitrofi, ricchi di querce, faggi e castagni. Già, perché il legno si inserisce in una filiera sul territorio, e anche questa è una bella opportunità in termini di nuova e sostenibile crescita economica. Per avere un’idea della sue potenzialità, ricordo ai nostri lettori il progetto SaDiLegno di Samuel Giacometti, uno dei più interessanti che si sono candidati all’ultima edizione del Premio Non sprecare. Giacometti pensa in grande e la sua filiera del legno può essere considerata un format, da esportare in tutte le regioni italiane.

Riscoprire in legno, come è stato fatto in diversi paesi del mondo, a partire dal Giappone, significa avere un’Italia più bella, più pulita, più risparmiosa e in maggiore sicurezza. Significare avere in testa un’idea di Paese che sia ambiziosa e proiettata al futuro. Significa unire ecologia, ricerca, innovazione, tecnologia, in un mix che può essere davvero propulsivo per l’occupazione e per l’economia. Significa ricordarci chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, verso quali nuovi stili di vita. Declinati sotto il segno di Non sprecare.

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