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Pannolini riciclati: a Treviso diventano carta e plastica

Nello stabilimento della Fater (marchio Lines) si recuperano tonnellate di assorbenti. Un vantaggio per tutti: i pannolini rappresentano il 3 per cento dei rifiuti. E di solito finiscono in discarica.

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RICICLO PANNOLINI VEDELAGO –

Anche i pannolini, e tutti i prodotti dell’igiene intima femminile, possono avere una seconda vita attraverso un processo di riciclaggio e di trasformazione. La prova delle enormi potenzialità arriva dalla fabbrica “Centro riciclo Vedelago”, in provincia di Treviso,  del gruppo Fater, che ricicla a pieno ritmo. La Fater è un gruppo leader nel settore, che controlla marchi importanti  come Pampers, Lines a Tampax, cioè pannolini, assorbenti e ammorbidenti. Tutto materiale altamente inquinante se non ben smaltito. Ma tutto materiale riciclabile.

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RICICLO PANNOLINI VEDELAGO –

In che cosa consiste il processo di trasformazione della Fater? I pannolini vengono lavati e sterilizzati e in seguito si recupera cellulosa e plastica. Le proporzioni sono queste: per una tonnellata di pannolini si possono recuperare 350 chilogrammi di cellulosa e 150 chilogrammi di plastica. Questo tipo di materia prima è molto utilizzata per l’industria degli imballaggi, per costruire prati da golf e anche nel settore dell’arredo. Dunque, a 360 gradi.

RICICLO PANNOLINI TREVISO –

I vantaggi della Fater sono chiari: dal riciclo dei suoi prodotti, che può gestire in prima persona attraverso la sua rete di venditori, ha creato una nuova opportunità di business. Ma i vantaggi per le famiglie e per la collettività sono ancora più evidenti. I pannolini, infatti, rappresentano, con quasi 1 milione di tonnellate l’anno da smaltire, ben il 3 per cento dei nostri rifiuti urbani solidi e il 77 per cento finisce in discarica. Un enorme danno ambientale. Infine, se si riuscisse ad applicare su larga scala il processo industriale di riciclaggio della Fater ci sarebbe una diminuzione di 64 milioni di chilogrammi di C02.

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