CIRA, l’eccellenza italiana che lavora per viaggi spaziali economici e sostenibili
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CIRA, l’eccellenza italiana che lavora per viaggi spaziali economici e sostenibili

Il Centro italiano ricerche aerospaziali di Capua sta studiando nuovi sistemi di propulsione ibrida e di propulsione elettrica, sia per aerei che per velivoli spaziali

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Da sogno a obiettivo alla portata. Lo Spazio, grazie ai passi da gigante che ha fatto la tecnologia negli ultimi decenni, sta diventando sempre più terreno di conquista. Basti pensare che nei mesi scorsi sono partiti i primi viaggi stellari con a bordo dei privati cittadini e che si stima che nei prossimi anni saranno investiti circa un trilione di dollari nella Space economy. Una crescita vertiginosa che impone una seria riflessione sulle risorse messe in campo e sull’impatto in termini di inquinamento che avranno viaggi sempre più frequenti. La sfida per l’intero settore è quella di trovare il modo di far coincidere la sostenibilità economica con quella ambientale.

VIAGGI SPAZIALI SOSTENIBILI

In prima linea nella ricerca di soluzioni sostenibili c’è un’eccellenza tutta nostrana: il Centro italiano ricerche aerospaziali (CIRA). Questo organismo di ricerca applicata, con sede a Capua, in provincia di Caserta, sta studiando infatti nuovi sistemi di propulsione ibrida ed elettrica, sia per aerei che per velivoli spaziali. L’obiettivo, come spiega a Non sprecare Giuseppe Morsillo, presidente di Cira, “è quello di mettere a punto velivoli in grado di fornire viaggi sicuri ma allo stesso tempo sostenibili grazie alla propulsione ibrida per poi passare a quella esclusivamente elettrica”. Obiettivo perfettamente alla portata per il presidente, secondo il quale queste tecnologie potranno essere utilizzabili anche per i viaggi spaziali nell’immediato futuro. L’orizzonte al quale si pensa è quello del 2030.

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CIRA

“Noi come CIRA siamo coinvolti nel più grande progetto green deal, il patto verde europeo, e facciamo parte dei 10 centri di ricerca con l’obiettivo zero emission”. Per realizzare questi obiettivi, CIRA, che ha un controllo misto tra pubblico e privato, può contare su un team di 220 ricercatori e 60 tecnici, supportati da una sessantina di risorse amministrative. La struttura che li ospita vanta impianti all’avanguardia per realizzare i test necessari a far volare in sicurezza aerei, navicelle e prototipi spaziali

SOSTENIBILITÀ NELL’INDUSTRIA AEROSPAZIALE

Un’industria aerospaziale più sostenibile non passa esclusivamente per un’alimentazione green dei velivoli. Il centro di ricerca fa parte infatti del gruppo ZEMA – Zero Emission Aviation – che ha per obiettivo azzerare l’impatto ambientale del trasporto aereo, attraverso non solo l’impiego di combustibili sostenibili ma anche lavorando per l’ottimizzazione delle rotte di volo e lo sviluppo di velivoli in grado di percorrere tali rotte che potranno contribuire al rispetto dell’ambiente e del clima. Un’ulteriore campo di sperimentazione di CIRA è quello di arrivare allo sviluppo di veicoli spaziali riutilizzabili come saranno, ad esempio i nuovi Space Rider. Queste navette, come spiega Giuseppe Morsillo, potranno trasportare un carico di 800kg nello spazio e tornare indietro per un totale di sei missioni. Un’enormità rispetto ai veicoli standard in dotazione che, al momento, possono garantire il solo viaggio di andata.

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook di Cira.

Il lavoro di “CIRA” è in concorso per il Premio Non Sprecare 2021, nella sezione “Aziende”. Per candidare i vostri progetti, seguite le istruzioni fornite qui.

I PROGETTI IN CONCORSO PER IL PREMIO NON SPRECARE:

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