Vaccini obbligatori per iscriversi a scuola - Non sprecare
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Vaccini obbligatori nelle scuole, perché drammatizzare e alimentare paure?

L’ultimatum della ministra Lorenzin, «senza vaccino niente scuola», è incomprensibile e getta solo benzina sul fuoco delle polemiche più pericolose. Il primo a non condividerlo è lo stesso governo.

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VACCINI OBBLIGATORI PER ISCRIVERSI A SCUOLA –

Il modo peggiore per affrontare un tema come i vaccini, tanto delicato quanto fondamentale non solo per la salute ma per la civiltà di un Paese, è quello di drammatizzare. Gettare benzina sul fuoco delle polemiche, da pulpiti istituzionali, e contribuire così ad alimentare paure, insulti incrociati, sprechi di parole e di verità scientifiche, fino allo psicodramma collettivo. Questo errore lo ha fatto, in buona fede o per la solita ansia da annunci facili per cavalcare emozioni e strappare visibilità, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, quando ha lanciato il suo ultimatum mediatico: «Senza vaccino, niente scuola». Annunciando, appunto, un decreto del governo Gentiloni sul quale lo stesso governo, tra l’altro, non è d’accordo.

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VACCINI A SCUOLA –

«Dobbiamo contrastare le fake news sui vaccini»: così la signora Lorenzin ha motivato la sua discesa in campo con il lanciafiamme delle parole in libertà. Giusto: le fake news sui vaccini, come l’approssimazione nei giudizi senza un minimo di fondamento scientifico, sono cose pericolose e controproducenti. Ma non spetta al ministro contrastarle, con metodi altrettanto da fake news (annunciare un decreto del governo sulla Scuola prima ancora di averlo concordato con il ministro competente è appunto una fake news). Ognuno deve fare il suo mestiere, anche rispetto ai vaccini e alle modalità per diffonderli, quando sono necessari e indispensabili, nella dose e nel modo corretto (la gratuità, per esempio, come tra l’altro prevede la legge). Se vuole un esempio di come si contrastano le fake news sui vaccini, la ministra Lorenzin può dare uno sguardo alla pagina Facebook dell’immunologo Roberto Burioni, che sta provando sul web a rispondere, una per una, a tutte le domande, a tutti i dubbi sui vaccini. Con la competenza di uno scienziato, non con il linguaggio del giorno per giorno del ministro che ha altri compiti.

Secondo errore, e altro contributo alla drammatizzazione del problema: sulla Scuola, se non è cambiata né la Costituzione né la legge ordinaria, decide innanzitutto il ministro competente, in questo caso la signora Valeria Fedeli. E sapete come ha accolto l’annuncio e l’aut aut della Lorenzin? Con una sonora bocciatura, definendo l’intervento della ministra della Salute «anticostituzionale e una figuraccia tipo quella del Fertility Day», una precedente performance della ministra-annunciatrice.

Terzo errore: qui siamo proprio all’abc della politica, della buona amministrazione, della difesa del bene comune. È evidente, direi ovvio, che diritto allo studio e diritto alla salute sono due cose essenziali che bisogna tutelare per tutti e sempre. Ma per farlo la politica non deve fare annunci, non deve promulgare minacce, fuori misura e fuori dal perimetro del buonsenso e delle parole dette con il tono della responsabilità, ma deve agire, secondo i suoi doveri, le sue prerogative e anche i suoi limiti. E talvolta deve farlo prima in silenzio, con tenacia, competenza e trasparenza, per poi, magari, passare alle parole usate per catturare consensi.

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