Stefano Cremonesi, il primo collezionista di bici in Italia

La più antica risale al 1860. Ci sono oltre 350 pezzi, alcuni rarissimi.

Stefano il primo collezionista di bici in Italia
Stefano Cremonesi, nato a Milano nel 1966 e medico otorinolaringoiatra e di medicina generale nel Lecchese, racconta di essere cresciuto ascoltando le storie del nonno paterno Attilio Cremonesi, che aveva una fabbrica di biciclette in via Vigevano a Milano. L’azienda era stata inaugurata nel 1911 e rimase attiva fino al 1962, producendo biciclette con il marchio Cremonesi.
 A soli 14 anni. Stefano ha iniziato a recuperare esemplari delle bici del nonno, e da qui è nata una passione che lo ha portato al collezionismo a 360 gradi. Oggi ha un vero e proprio museo, a Pescate, in provincia di Lecco, nella zona dove esercita il suo mestiere di otorinolaringoiatria e medico di medicina generale. Nel museo di Stefano, a parte pezzi pregiati come alcune Bianchi d’epoca, ci sono anche le maglie rosa del Giro d’Italia di grandi ciclisti, come Gimondi e Pantani, e si contano circa 350 biciclette, dagli esemplari ottocenteschi fino agli anni Ottanta del Novecento.

 

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Tra i suoi pezzi più rari c’è una Rossi e Melli di Milano, un prototipo costruito nel 1912 per una commessa dell’esercito voluta da Vittorio Emanuele III. La commessa fu poi assegnata alla Bianchi e, secondo il racconto di Cremonesi, questo esemplare Rossi e Melli rimase come prototipo unico.

La collezione comprende inoltre biciclette militari utilizzate da bersaglieri, fanteria francese e paracadutisti inglesi: quindi, osservata nel suo insieme, racconta anche la storia della bicicletta come mezzo di trasporto, strumento sportivo e mezzo militare.

 

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La bici più antica della collezione di Stefano Cremonesi è un Michaux del 1860, un biciclo a pedali acquistato dal collezionista a Parigi

La foto di copertina è tratta da il Giorno.

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