Spesa alla spina: quanto si risparmia - Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Spesa alla spina: così si risparmia fino al 40 per cento

Aumentano in tutta Italia i punti vendita di prodotti sfusi, dai detersivi ad alcuni alimentari. E il nostro modello viene copiato anche all’estero. Scendono i prezzi, e si riducono gli imballaggi: tutto contro gli sprechi

di Posted on
Condivisioni

SPESA ALLA SPINA –

Immaginate la scena. La signora entra nel negozio per fare la spesa con la sua busta di stoffa, niente plastica, che pesa prima di fare gli acquisti. Poi infila i prodotti, va alla cassa e paga solo il peso netto, senza alcun involucro. Il negozio Original Unverpackt, nel cuore di Berlino, ha aperto da pochi giorni ed è già un caso in Germania, dove la guerra agli imballaggi è un tema molto sentito. Le due giovani donne che lo gestiscono, Sara Wolf e Milena Glimbovski, hanno raccolto i fondi attraverso il sistema del crowdfunding e si sono ispirate a un modello italiano, il network Negozio Leggero, specializzato nelle vendita di ben 1.200 prodotti non confezionati. «Una volta tanto siamo noi i primi della classe» racconta Cinzia Vaccaneo, presidente della società Rinova che controlla la rete dei punti vendita di Negozio Leggero «Sara e Milena sono venute in Italia a imparare il meccanismo delle vendite alla spina, e come loro sono arrivati a studiarci dall’Olanda, dal Belgio e dai paesi scandinavi».

LEGGI ANCHE: A Roma il primo supermercato vegano

SPESA ALLA SPINA RISPARMIO ASSICURATO –

In realtà, l’aumento delle vendite alla spina fa parte di un fenomeno più generale di “rivoluzione della spesa”, con nuovi metodi e nuovi approcci anche per effetto della Grande Crisi, che coinvolge il 77 per cento delle famiglie italiane. «L’obiettivo principale è diventato quello di ridurre la quantità, senza rinunciare alla qualità e con la massima attenzione a evitare gli sprechi per risparmiare e per dare un contributo alla lotta contro l’inquinamento» spiega Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia. Lo shopping senza imballaggi abbina proprio queste due caratteristiche: riduce il conto della spesa, in un momento in cui il 69 per cento delle famiglie lo hanno tagliato, e alleggerisce la fragile catena dello smaltimento dei rifiuti. I numeri parlano. Acquistando alla spina i prezzi scendono dal 15 per cento (come nel caso dei legumi) al 30 per cento (detersivi per la casa) fino al 70 per cento (detergenti per il corpo): la media si aggira attorno al 40 per cento, una cifra che significa fare la spesa in saldi. Non a caso il settore più evoluto delle vendite alla spina, in termini di categorie merceologiche, è quello dei detersivi, con una serie di negozi e di piccoli circuiti, alimentati anche dalla formula del franchising, che sono nati sull’onda dei buoni risultati di Negozio leggero, oggi presente con dieci postazioni in cinque regioni: Saponando, Mille Bolle Point, Goccia Verde, solo per fare alcuni nomi. Ma perfino nella grande distribuzione è sempre più frequente, in particolare nei punti vendita di Coop, Conad e Crai, imbattersi nei corner dedicati agli acquisti senza confezioni. Qui l’offerta di articoli alla spina si traduce anche in un’operazione di marketing, che cattura il cliente e lo avvicina così all’intera filiera dei prodotti presentati nei diversi reparti del grande supermercato.

PER APPROFONDIRE: Sainsbury, il supermercato zero sprechi che ricicla gli scarti alimentari e li trasforma in energia elettrica

DISTRIBUTORI ALLA SPINA DI ALIMENTI –

Quanto agli effetti ambientali, la vendita alla spina è un’efficace deterrente contro l’uso, e l’abuso, degli imballaggi. Dalla statistiche sappiamo che più della metà dei rifiuti, spesso accumulati sui marciapiedi e nelle strade, provengono dal packaging. Ridurlo, o eliminarlo completamente, significa diminuire l’ingombro e il peso dell’immondizia, con una spinta positiva per l’intera catena di raccolta e di smaltimento. «Da quello che registriamo attraverso le indagini sulla nostra clientela, è chiaro come gli acquisti alla spina risultino più interessanti a chi ha una sensibilità per i problemi ambientali. E anche questo è il segno di un cambiamento nello stile della spesa, perché indica una maggiore coscienza che prescinde perfino dall’effetto risparmio» dice Cinzia Vaccaneo. E nella stessa direzione, meno imballaggi e meno costi, si muovono i più importanti fornitori di generi alimentari. Come nel caso della Marr, che ogni giorno rifornisce i suoi clienti (ristoranti, alberghi, mense) di circa 10mila prodotti alimentari trasportati con 750 mezzi, furgoni e camion, che girano tutta l’Italia. La Marr ha introdotto le consegne sfuse, utilizzando la più sofisticata tecnologia dei roll container che di fatto eliminano l’imballaggio, garantendo comunque la protezione e la buona conservazione della merce. Già, perché se le vendite alla spina dovessero tradursi, anche in un solo caso, in una minore sicurezza per i consumatori, crollerebbe tutto il castello dell’efficace cambiamento portato da questo tipo di spesa. Per nostra fortuna, una volta tanto non abbiamo troppe e confuse leggi, ma norme che comunque vanno studiate e rispettate. Il titolare di un negozio di articoli alla spina e il consumatore, per esempio, devono sapere che non si possono vendere, senza confezioni, prodotti come l’olio, lo zucchero e i cosmetici. E chi ci prova è un truffatore più che un innovatore.

LEGGI ANCHE: Condominio a risparmio energetico, a Lodi il palazzo che vende energia e non la spreca