Social network del lavoro a maglia - Non Sprecare
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Ravelry: il social network del lavoro a maglia. Che riunisce i knitters in una community vastissima

Il fenomeno del "knitting", lo sferruzzare a maglia o all'uncinetto ha avuto un boom durante questo periodo di pandemia: secondo Harvard rilassa la mente, previene l'Alzhaimer, riduce l'ansia. E, soprattutto, è una grande community online: ecco il fenomeno Ravelry

Riduce la perdita di memoria, rilassa, tiene lontano ansia e stress, persino i pensieri ossessivi di alcuni tipi di disturbi, come quelli legati alle fluttuazioni dell’autostima. Sferruzzare è terapeutico: anche per prevenire l’artrite alle mani e alle dita, l’Alzheimer e la demenza senile. A costo quasi zero, senza effetti collaterali.

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SOCIAL NETWORK DEL LAVORO A MAGLIA

Harvard conferma: Il lavoro a maglia può essere assimilato alla meditazione o alla preghiera. La tipologia di movimento, ritmico e ripetitivo, dell’intrecciare i punti, insieme al tintinnio dei ferri, rilascia serotonina e assomiglia a un mantra calmante, così come uno studio del 2013, condotto su 3545 knitters e pubblicato sul Journal of Occupational Therapy, riferisce che l’81% di loro ha dichiarato di sentirsi più felice e meno stressato dopo aver lavorato a maglia. Oltreoceano lo chiamano knitting, e coloro che lavorano ai ferri o all’uncinetto sono sempre di più: un fenomeno intergenerazionale, unisex e dai costi accessibili a tutti e tutte, che annovera tra i fan non solo i pendolari ma anche star come Winona Rider o Russel Crowe.

Durante la pandemia da Covid-19 la knit-mania ha contagiato sempre più persone: sono nati appositi tour a tema, libri e locali, una community globale che raduna appassionati e appassionate. Lo sferruzzo è davvero il fenomeno del momento, con un fiorire di Knit-cafè e locali appositi: ci si riunisce per un aperitivo o un cappuccino mentre si lavora a maglia o all’uncinetto in gruppo, spesso sotto la guida di insegnanti che danno i primi rudimenti ai principianti o forniscono dimostrazioni di tecniche particolari a chi è già esperto, come la lavorazione a trecce. Le restrizioni legate al Covid-19 hanno fatto sì che le riunioni si siano spostate sul Web, dove si sono moltiplicati gli spazi per chi “sferruzza”. 

social network del lavoro a maglia

RAVELRY

Il più famoso, è Ravelry, un vero e proprio social network dedicato interamente a chi ama ferri e gomitoli. Un luogo virtuale dove incontrare persone da tutto il mondo con la stessa passione, uno spazio espositivo su scala globale dove  condividere progetti, ispirazioni e modelli. 

Fondato nel maggio 2007 dai coniugi Cassidy e Jessica Forbes, conosciuta nella community degli sferruzzatori come MamaRav, a marzo 2020, il social network del knitting contava quasi 9 milioni di utenti registrati e circa 1 milione di utenti attivi mensilmente. La community è formata da oltre 3 milioni di utenti, ed è il posto giusto per chi è in cerca di ispirazione, giudizio sui lavori in corso o consigli su come proseguire, persino dritte “tecniche”.

PER APPROFONDIRE: Come lavorare a maglia, dai ferri giusti ai siti che danno i consigli più utili

COME FUNZIONA RAVELRY

Elemento centrale di Ravelry sono i lavori di tessitura, maglieria o uncinetto, terminati, iniziati o semplicemente scelti su riviste, blog o videotutorial, ed è possibile avere spiegazioni passo passo sulle tecniche di realizzazione, sulle varie fasi del lavoro, sui materiali usati, i ferri, gli strumenti, persino sulle taglie. Perno del social è la sezione dedicata agli schemi dei lavori da poter replicare, i cosiddetti  pattern, divisi per categorie. Dall’abbigliamento ai vestiti per animali, passando per i complementi d’arredo. Un social che al suo interno ne ha 3: la possibilità di interagire è massima come in Facebook, le foto si  postano e si commentano come su Instagram e c’è un enorme marketplace di lavori finiti come su Amazon. In più, gli appassionati e le appassionate di maglia e uncinetto cercano schemi più su Ravelry che su Google, ormai. E, in effetti, intorno a questo portale sono proliferati gli spazi virtuali che fungono da “indotto”: per esempio, un vero e proprio “servizio” di traduzioni in italiano di schemi e tutorial, per venire incontro a chi non è particolarmente ferrato con l’inglese. Si chiama Traduzioni da Ravelry, appunto, ed è stato pensato proprio  con lo scopo di tradurre in italiano articoli e schemi.

(Immagine in evidenza e a corredo del testo screenshot del portale Ravelry.com //Photocredits: Ravelry.com)

STORIE DI SFERRUZZO:

 

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