In Italia c’è troppa solitudine (Sergio Mattarella)

Nel primo discorso del nuovo presidente della Repubblica un forte richiamo alla comunità. A quella capacità di stare insieme che abbiamo perso. Anche per colpa di uno Stato inefficace.

SERGIO MATTARELLA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA –

Il nuovo presidente della Repubblica ha iniziato il suo mandato con un discorso sobrio, ma denso ed efficace. E con continui riferimenti a quanto la Grande Crisi, iniziata ormai sette anni fa, abbia indebolito gli italiani, e non solo sul piano finanziario. Sergio Mattarella, infatti, ha ricordato come «in Italia c’è troppa solitudine» e si è smarrito quel senso della comunità che ha rappresentato la cifra di un popolo durante tutto il ciclo della sua rincorsa al benessere.

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LA PERDITA DEL SENSO DI COMUNITA’ IN ITALIA –

Il capo dello Stato ha ricordato come il rapporto tra le istituzioni e il popolo si misura, ogni giorno, nel vissuto quotidiano dei cittadini: nella scuola, nei municipi, nei luoghi di lavoro, negli ospedali. E laddove la qualità dei servizi è bassa, anche per l’effetto perverso degli sprechi e della corruzione, il distacco tra il cittadino e le istituzioni diventa quasi una conseguenza automatica, un atteggiamento con il quale si esprime il proprio senso di frustrazione e di ribellione. E la propria solitudine.

BATTAGLIA PER LA LEGALITA’ IN ITALIA –

Infine, un Paese civile ha bisogno di affrontare con più forza la battaglia per la legalità, contro la malavita organizzata, che cattura con le sue seduzioni i giovani, e contro il sopruso delle tangenti e del malaffare che ancora dominano nella vita pubblica. E anche questo ci rende un popolo malato di solitudine.

(Nell’immagine di copertina, il presidente Mattarella – Fonte: La Presse)

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